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Il presidente della Banca Nazionale Hans Meyer dimissiona a pochi mesi dal pensionamento

Hans Meyer abbandonerà prima del previsto la presidenza della Banca nazionale svizzera Keystone

Hans Meyer, presidente del direttorio della Banca nazionale svizzera, ha annunciato venerdì le proprie dimissioni per la fine dell'anno. Meyer avrebbe dovuto andare in pensione il prossimo primo aprile. Il successore verrà designato il 15 settembre.

Alla testa della Banca nazionale svizzera dal 1° maggio 1996, quando prese il posto di Markus Lusser, questo economista sangallese si è posto in luce come partigiano di una politica monetaria di lungo termine. Nato nel 1936, Hans Meyer ha fatto tutta la carriera all’interno dell’istituto nazionale d’emissione, dove era stato assunto nel 1965 come collaboratore scientifico dopo la laurea in economia conseguita presso l’Alta scuola di studi economici di San Gallo con una tesi sulle questioni di politica monetaria e di cambio.

Contrariamente al suo predecessore Markus Lusser, rappresentante del Partito democratico-cristiano, Hans Meyer ha sempre militato tra le fila del Partito radicale-democratico. Ad unirlo al precedente presidente del direttorio della Banca Nazionale Lusser, la politica monetaria basata sul lungo periodo. Per Meyer la politica monetaria basata sul lungo periodo rappresenta infatti la miglior risposta operativa alle difficoltà legate alla gestione monetaria.

Durante la sua presidenza Hans Meyer si è inoltre più volte espresso per una regolamentazione del mercato dei prodotti derivati. Da poco più di quattro anni alla presidenza del direttorio, Hans Meyer ha però trascorso ben sedici anni all’interno della direzione della Banca Nazionale, dove entrò nel 1972 con la nomina di segretario generale. Due anni dopo era già direttore e con questa carica nel 1977 passa alla direzione del Dipartimento I dell’istituto nazionale elvetico d’emissione.

Un incarico che conserva per due anni poiché nel 1979 viene nominato alla testa del Dipartimento III, carica quest’ultima alla quale il Consiglio federale lo nomina nel 1984 consentendogli di entrare contemporaneamente a far parte della direzione generale di cui, quattro anni più tardi, diventa vicepresidente, assumendo contemporaneamente la responsabilità del Dipartimento II.

Alla vicepresidenza Hans Meyer ci rimarrà per otto anni prima di prendere il posto, nel 1996, di Markus Lusser. Contemporaneamente alla sua nomina alla presidenza, nel direttorio della Banca Nazionale vengono nominati Jean-Pierre Roth e Bruno Gehrig. Il direttorio della Banca Nazionale conta infatti tre membri ed è l’organo esecutivo superiore della banca centrale svizzera. Da segnalare inoltre che ad Hans Meyer va la paternità, all’inizio del 1997, dell’idea di creare un Fondo di solidarietà, finanziato in parte con la vendita delle riserve d’oro eccedentarie della Banca Nazionale.

In una prima presa di posizione, le organizzazione economiche svizzere hanno indicato che Meyer ha svolto pienamente il suo compito, centrato in particolare sulla stabilità dei prezzi. «L’era Meyer è stata nettamente migliore di quella di Lusser», ha commentato dal canto suo Bernard Lambert, economista presso la
banca Pictet: «la politica della BNS, distanziatasi da una politica monetarista troppo rigida, è risultata più efficiente». È stata proprio questa linea «flessibile», che ha tenuto conto di fattori quali la disoccupazione e la crescita economica, che «hanno permesso alla Svizzera di uscire da una fase di recessione durata sette anni».

Il candidato più probabile alla successione di Meyer alla presidenza del direttorio della Banca nazionale svizzera è l’attuale vicepresidente, il 54.ènne romando Jean-Pierre Roth. In corsa per la nomina v’è però anche l’altro membro del direttorio, il 54.ènne Bruno Gehrig, anche se negli ultimi tre cambiamenti alla testa della Banca Nazionale Svizzera sono sempre stati nominati dei vicepresidenti.

La corsa per la nomina del prossimo presidente del direttorio è dunque partita. Da tener presente che finora i presidenti ed i membri del direttorio sono sempre stati o democratico-cristiani o radicale-democratici. Gli altri due partiti governativi, socialisti ed Unione democratica di centro, attualmente non rappresentati all’interno dell’istanza dirigente dell’istituto centrale d’emissione, coglieranno probabilmente l’occasione per presentare dei loro candidati per il terzo posto nel direttorio.

La nomina del nuovo presidente che succederà ad Hans Meyer e del terzo membro del direttorio della Banca nazionale verrà decisa il 15 settembre in occasione della riunione del Consiglio di banca. Le scelte verranno quindi sottoposte all’esame del Dipartimento federale delle finanze che le trasmetterà al Consiglio federale per la relativa approvazione.

swissinfo e agenzie

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