Il Ticino punta all’eccellenza scientifica a livello internazionale
Inaugurato a Bellinzona l'Istituto di ricerca in biomedicina (IRB). Dopo un ritardo di qualche mese nel fatidico taglio del nastro, l'Istituto ha ufficialmente aperto i battenti alla presenza di diverse personalità del mondo scientifico.
Prima tra tutte, il professor Antonio Lanzavecchia, ricercatore di fama mondiale chiamato ad assumersi la direzione dell’IRB. Originario di Varese, Lanzavecchia ha lavorato dapprima all’Università di Ginevra e dal 1983 al Basel Institute for Immunology, accumulando una notevole esperienza nel campo dell’immunologia umana.
Proprio su tale disciplina si concentrerà essenzialmente l’attività dell’Istituto, mirando ad entrare nel circuito internazionale della ricerca ad alto livello. L’immunologia umana studia la maniera in cui l’organismo si difende contro aggressioni di agenti esterni quali batteri, virus, funghi e parassiti e riconosce corpi estranei quali organi trapiantati o ammassi tumorali.
La creazione dell’IRB è stata promossa da un gruppo di medici e biologi guidati dal professor Giorgio Noseda. Attualmente nello stabile di via Vela lavorano una quarantina di ricercatori divisi in sette gruppi, ma il loro numero è destinato a crescere. Provengono da Italia, Germania, Francia, Spagna, Australia e naturalmente dalla Svizzera, Ticino compreso.
Per quanto riguarda i finanziamenti, esistono sostegni pubblici e privati. L’affitto dello stabile (500mila franchi all’anno) verrà coperto per dieci anni dalla città di Bellinzona, che ha inoltre concesso un prestito di 2,8 milioni di franchi senza interessi per dieci anni, da impiegare per l’acquisto delle strutture interne.
Il Cantone ha deciso un finanziamento unico di mezzo milione, mentre è previsto un sostanzioso sussidio da parte della Confederazione.Tra le donazioni di privati, da ricordare i dieci milioni offerti dalla Fondazione Helmut Horten per i primi cinque anni di attività dell’IRB e i 450mila franchi messi a disposizione dalla fondazione San Salvatore di Lugano, da destinare a giovani ricercatori tramite borse di studio.
A Bellinzona si parla già della creazione, a partire dall’Istituto, di una nuova facoltà universitaria in ambito scientifico. Il terreno appare fertile, dal momento che l’IRB prevede di avviare costruttive sinergie con l’ospedale cittadino, il Laboratorio cantonale e l’Istituto batteriosierologico, trasferitosi a Bellinzona dall’originaria sede di Lugano.
Alessandra Zumthor
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