Illegale il miele agli antibiotici
Nella produzione svizzera del 1999, sono stati rinvenuti 50'000 kg di miele con residui di farmaci. Nonostante il prodotto sia innocuo per i consumatori, la legge impone che venga ritirato.
Residui di sulfamidici e antibiotici sono stati rinvenuti in almeno 50 tonnellate di miele della stagione 1999. L’Ufficio Federale della Sanità Pubblica (UFSP) chiede ora agli apicoltori che, senza diritto, hanno utilizzato i farmaci, di ritirare il loro miele dal mercato per questioni legali, sottolineando comunque che questo non presenta alcun rischio per la salute del consumatore.
Un nuovo metodo di analisi dei residui di sulfamidici, utilizzato da poco tempo dai laboratori privati e cantonali, ha permesso di stabilire che un po’ di miele svizzero contiene residui di questi farmaci, utilizzati per trattare malattie infettive delle api, ma il cui uso, tranne casi particolari, è proibito dalla regolamentazione elvetica. Questa pone anche valori di tolleranza per il miele importato.
L’UFSP sospetta che alcuni apicoltori abbiano usato illegalmente i farmaci, per combattere la peste americana e salvare i loro sciami. La malattia, che fa strage di alveari in tutto il mondo, è infatti sottoposta all’obbligo di dichiarazione (151 casi registrati nel 1999) per poter lottare con misure appropriate. Di solito è imposta la distruzione delle colonie d’api, sotto sorveglianza di un ispettore cantonale.
Le 50 tonnellate in causa rappresentano circa il tre per cento del raccolto 1999. Ma il miele incriminato è un miscuglio di prodotti provenienti da un gran numero di singoli apicoltori, e non si può quindi più sempre risalire a chi ha trattato le api con gli antibiotici. I risultati non consentono nemmeno di determinare quale sia la parte esatta della produzione totale svizzera che contiene residui di farmaci.
L’Ufficio della Sanità sottolinea che il miele impuro può essere mangiato senza problemi, ma non rispetta le prescrizioni legali che proibiscono l’uso di sulfamidici e antibiotici. l’UFSP chiede anche ai produttori di presentare al più presto un programma di autocontrollo e di prendere immediatamente misure affinché l’annata 2000 sia ineccepibile.
In Svizzera ci sono circa 18’000 apicoltori, la maggioranza dei quali pratica l’attività per hobby o come lavoro accessorio. In media sono prodotte 2000 tonnellate all’anno, di cui circa il 90 percento sono vendute direttamente dagli apicoltori.
swissinfo e agenzie
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