Integrazione degli stranieri: Ruth Metzler lancia un appello per la comprensione reciproca
Appello della consigliera federale Ruth Metzler a favore della fiducia nella forza d'integrazione della Svizzera. L'appello è stato fatto giovedì a Berna in occasione dell'assemblea della Conferenza svizzera delle istituzioni sociali (CSIS).
Una buona politica d’integrazione persegue obiettivi chiari, non si realizza con slogan e non si appiglia sulle cifre: ha sottolineato la consigliera federale Ruth Metzler, esprimendo la propria opposizione all’inziativa popolare «per una regolamentazione dell’immigrazione». Riuscire ad integrare gli stranieri non dipende dal loro numero, ma dal modo in cui si agisce, ha osservato la direttrice del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP). L’iniziativa popolare volta a limitare la proporzione degli stranieri al 18 per cento della popolazione svizzera non rappresenta una soluzione, ha proseguito la Metzler. Del resto, «per un comune, un tasso del 10 per cento potrebbe forse essere già troppo elevato, se tutti gli stranieri sono della stessa nazionalità».
Secondo la ministra, l’integrazione consiste a vivere tutti insieme accettando le diversità altrui. «In pratica si tratta di volersi capire, senza essere uguali». A suo parere, il processo d’integrazione non è diverso per gli svizzeri rispetto agli stranieri. «Numerosi problemi che associamo agli stranieri in realtà non sono altro che problemi sociali», ha spiegato. A titolo di esempio ha citato la disoccupazione, la carenza di alloggi, i conflitti generazionali e le dipendenze: tutti problemi che
riguardano sia gli svizzeri che gli stranieri.
Per poter integrare gli stranieri «occorre anche che i diretti interessati abbiano la volontà» di esserlo. Non è ripiegandosi su se stessi, senza aprirsi agli altri, che si cambiano le mentalità, ha concluso la consigliera federale Ruth Metzler.
swissinfo e agenzie
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