L’ormone che dà il ritmo
Ricercatori dell'Università di Ginevra hanno scoperto l'ormone che controlla il ritmo del sonno e della veglia nei mammiferi.
L’organismo dei mammiferi è regolato da un orologio interno, un meccanismo biologico che controlla il ritmo del sonno e della veglia e tutte le funzioni connesse. Ha sede nel cervello,nella parte inferiore dell’ipotalamo. Ogni mattina, attraverso la retina, lo stimolo della luce del sole raggiunge l’ipotalamo e sincronizza il ritmo circadiano con la durata del giorno e della notte.
Ma l’orologio centrale da solo non basta a governare la complessa macchina dell’organismo. Il cuore, il fegato e i reni ospitano degli orologi periferici, che controllano il funzionamento degli organi attivando determinati geni nel corso della giornata. Come fa il cervello a mantenersi in contatto con gli orologi periferici e sincronizzarli ogni mattina, quando la retina percepisce la luce?
Un gruppo di ricercatori del Dipartimento di biologia molecolare dell’Università di Ginevra ha scoperto il messaggero chimico che comunica al cuore, al fegato e ai reni gli ordini dell’ipotalamo. Si tratta dell’ormone glucocorticoide, prodotto dalle ghiandole surrenali. La notizia della scoperta è apparsa sull’ultimo numero della rivista Science. Ueli Schibler e i suoi colleghi di Ginevra, in collaborazione con un laboratorio di Heidelberg,in Germania, hanno effettuato un primo esperimento su tessuti di topo coltivati in provetta.
Hanno somministrato alle cellule il dexametasone, una sostanza che agisce in modo analogo all’ormone glucocorticoide. Hanno verificato così che l’ormone stimola l’attivazione di alcuni geni legati al ritmo circadiano.I ricercatori, poi, hanno ripetuto l’esperimento iniettando la sostanza a topi vivi. In piena notte, il dexametasone ha risvegliato, nei tessuti del cuore, del fegato e dei reni, geni che di solito sono attivi solamente di giorno.
“L’ormone agisce su vari tessuti, ma non ha alcun effetto sulle cellule dell’ipotalamo”, spiegano gli autori, “questa è una conferma della nostra ipotesi: ogni mattina l’orologio centrale adegua il suo ritmo basandosi unicamente sulla luce delsole, poi sincronizza gli altri attraverso l’ormone glucocorticoide.”
Maria Cristina Valsecchi
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