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La disoccupazione giovanile quale rischio di emarginazione

Uno studio comparativo eseguito in otto città svizzere mette in risalto il problema dei giovani, anche se i principali destinatari dell'assistenza sociale sono le persone sole e le donne sole con figli.

I giovani sono un gruppo sempre più a rischio, su cui pesa la minaccia dell’emarginazione e della mancata integrazione nel mondo del lavoro: la disoccupazione giovanile è infatti spesso la causa della richiesta di sussidi.

È quanto emerge da uno studio comparativo sull’assistenza sociale in otto città, presentato a Berna dalla cosiddetta Iniziativa delle città, che riunisce i servizi sociali competenti di 37 località svizzere. I centri che hanno partecipato allo studio sono tutti di notevoli dimensioni: Zurigo, Basilea, Berna, Losanna, Lucerna, San Gallo, Bienne e Winterthur.

Secondo il rapporto, il numero di beneficiari dei contributi sociali è rimasto praticamente stabile in questi ultimi anni. I destinatari sono in primo luogo le persone sole e le famiglie monoparentali, quasi sempre donne sole con figli a carico.

Ma lo studio sottolinea che i giovani costituiscono un gruppo sempre più a rischio, esposti come sono all’incerta evoluzione del mercato del lavoro e sui quali pesa la minaccia dell’emarginazione. Dal documento emerge che il 54 per cento delle richieste di aiuti è da imputare alla disoccupazione.

I beneficiari sono in media il 5,4 per cento della popolazione urbana, con un massimo del 7,5 per cento a Bienne ed un minimo del 3,6 per cento a Winterthur.

Ursula Begert, consigliera municipale UDC della città di Berna e presidente dell’Iniziativa delle città, ha suggerito alcuni rimedi: in primo luogo maggiori sgravi fiscali per le famiglie ed assegni per bambini calcolati in funzione del reddito.

swissinfo e agenzie

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