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La medicina si rimette in discussione

Nuovo orientamento in medicina che riconsideri il malato come un paziente e non come un cliente Keystone

È in grado di effettuare numerosi trapianti, ma non riesce a toccare al cuore il paziente. Ecco dunque il progetto "Nuovo orientamento della medicina", destinato a riflettere su quali siano gli obiettivi auspicabili della medicina.

«La medicina è in crisi: troppa tecnica e troppo poco sentimento». Questo l’allarme lanciato oggi a Berna dall’Accademia Svizzera delle Scienze Mediche (ASSM), che per correre ai ripari ha in progetto l’elaborazione di un nuovo orientamento che riconsideri il malato come un paziente e non come un cliente.

In sostanza, con il progetto “Nuovo orientamento della medicina” si vuol lanciare una vasta riflessione, tanto all’intero del sistema sanitario che in seno alla società, incentrata sugli obiettivi della medicina. Riflessione per la quale l’ASSM fungerà da vero e proprio catalizzatore, tramite la quale comprendere tra l’altro come mai una parte della popolazione non condivida l’entusiasmo dei ricercatori nei confronti del progresso.

«La medicina è in grado di trapiantare cuori, ma spesso non raggiunge più il cuore della gente», ha sottolineato il professor Ewald Weibel, presidende della ASSM. «Con l’attuale concezione e forma organizzativa la medicina tradizionale non risponde più alle esigenze della società e in particolare dei pazienti sempre più informati».

I successi della medicina sono evidenti, soprattutto ora che nei laboratori statunitensi si è disegnata la mappa del genoma umano.
«Ma una parte della società non condivide l’entusiasmo degli scienziati riguardo a tale progresso e anzi lo osserva con occhio critico», ha messo in evidenza Weibel. Nell’opinione pubblica si parla di «medicina tecnicizzata» che mette in secondo piano la personalità del paziente. Di conseguenza è in aumento la gente che si rivolge alla medicina alternativa.

In programma ci sono due congressi – nell’agosto di quest’anno e nel gennaio dell’anno prossimo – un simposio nell’estate del 2001, e soprattutto un «Think Tank» (cellula di riflessione) che rifletta appunto sul ruolo della medicina nel nuovo millennio.

Il promotore dell’iniziativa, Johannes Bircher dell’Inselspital di Berna, presiede il comitato direttivo del progetto. «Per quanto riguarda il campo medico, lo sviluppo della società ha superato quello della scienza», ha sottolineato Bircher. «La relazione medico-paziente è cambiata profondamente». A suo avviso, coloro che si recano dal dottore non seguono più ciecamente le indicazioni del «maestro in camice bianco», ma valutano con occhio critico le prestazioni mediche.

Da parte sua, la consigliera agli Stati Christine Beerli (PLR/BE), presidente della Commissione della sicurezza sociale e della sanità (CSS), è convinta che il progetto non serve solo alla medicina. «Si tratta di un’iniziativa di notevole importanza», soprattutto se si considera che i costi della salute sono in costante aumento anche solo a causa dell’invecchiamento della società.

Secondo la Beerli è giunta quindi l’ora di dire basta alle reciproche accuse e di indicare soluzioni costruttive. «Un nuovo orientamento – ha sottolineato – è auspicabile non solo nell’interesse della medicina, ma anche della politica e quindi di tutta la società».

Swissinfo e agenzie

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