La Svizzera fornisce aiuti d’emergenza
La Confederazione ha sbloccato un milione di franchi in favore delle vittime del sisma che ha colpito l'Asia del sudest. Lanciata anche la Catena della Solidarietà.
Domenica mattina, numerosi maremoti hanno seminato morte e distruzione in Sri Lanka, India, Indonesia, Thailandia, Malesia, Bangladesh, Myanmar e alle Maldive.
A Berna, il Dipartimento federale degli affari esteri (Dfae) è in stato di allerta.
Poche ore dopo i violenti maremoti che hanno devastato le coste dell’Asia del sud-est, il Dfae ha annunciato di aver costituito una cellula di crisi e di essersi messo in contatto con le rappresentanze diplomatiche elvetiche nei paesi interessati.
Numerosi sono infatti i turisti e gli espatriati svizzeri presenti nelle località balneari di Thailandia, Malesia, Sri Lanka, India e Indonesia.
Gli operatori turistici Hotelpan, Kuoni e TUI segnalano che nella regione si trovano circa 2’000 turisti elvetici.
Lunedì mattina, 300 viaggiatori sono rientrati in patria dalle Maldive. Un gruppo di psicologi li ha accolti all’aereoporto di Zurigo/Kloten.
Il Dfae indica di aver messo a disposizione un numero telefonico d’urgenza (0041 31 325 33 33) per i famigliari preoccupati per la sorte dei propri cari.
La solidarietà subito mobilitata
Dopo il messaggio di solidarietà alle famiglie delle vittime da parte del presidente della Confederazione Joseph Deiss, Berna ha comunicato di aver sbloccato 1 milione di franchi e di fornire il suo aiuto ai paesi colpiti.
Il Corpo svizzero di aiuto umanitario (Csa) si è ugualmente mobilitato in vista di un intervento di emergenza, in collaborazione con le organizzazioni dell’ONU e della Croce Rossa. Domenica sera, tre esperti del Csa sono partiti alla volta dello Sri Lanka.
“Nei prossimi giorni, altri specialisti potrebbero dirigersi nelle zone sinistrate”, ha indicato la ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey.
Dal canto suo, la Catena della Solidarietà ha deciso di lanciare una colletta e ha aperto un conto corrente postale per venire in aiuto delle vittime. Le donazioni possono essere effettuate sul CCP: 10-15’000-6, con la menzione “Sisma in Asia”, o tramite internet sul sito www.bonheur.ch.
Caritas Svizzera e la Croce Rossa hanno fatto sapere di aver già sbloccato 400’000 franchi a titolo di aiuto d’emergenza.
Un sisma di 9 gradi sulla scala Richter
Il sisma, avvenuto alle 07:58 ora locale (01:58 in Svizzera) al largo dell’isola indonesiana di Sumatra, era di magnitudo 9,0 sulla scala Richter, indica l’Istituto americano di sorveglianza geologica.
Si tratta della più violenta scossa tellurica degli ultimi 40 anni ed il numero delle vittime aumenta di ora in ora. Si parla di oltre 23’000 tra morti e dispersi, ma il bilancio continua ad aggravarsi.
In Sri Lanka, dove 800 chilometri di costa sono stati colpiti, il bilancio è particolarmente pesante. I morti e i dispersi si contano a migliaia. La presidente Chandrika Kumaratunga a decretato lo stato d’emergenza ed ha chiesto l’aiuto della comunità internazionale.
La costa sud dell’India è anch’essa stata sommersa da “onde gigantesche”, ha dichiarato il ministro degli interni Shivraj Patil.
In Thailandia, l’onda di maremoto (chiamata anche “tsunami”) ha devastato le isole turistiche di Phuket e di Phi Phi. Le fonti ufficiali parlano di numerosi morti e più di un migliaio di feriti.
L’Indonesia è invece stata colpita nel nord dell’isola di Sumatra, la costa più vicina all’epicentro del terremoto.
Stesso scenario disastrato sulle coste della Malesia e alle Maldive, dove è stato decretato lo stato di emergenza.
Notizie di infrastrutture distrutte giungono anche dal Myanmar (ex Birmania), dove la televisione di stato ha annunciato che un numero imprecisato di pescatori sono dati per dispersi.
26 dicembre nero
Il violento sisma che ha colpito le coste dell’Asia del sudest interviene esattamente un anno dopo il terremoto che aveva devastato la regione di Bam, in Iran.
Il 26 dicembre 2003, oltre 35’000 persone avevano perso la vita a causa della scossa che ha praticamente raso al suolo la località iraniana e i suoi dintorni.
swissinfo e agenzie
Domenica mattina (1:58 ora svizzera), un sisma di 9,0 gradi sulla scala Richter ha provocato maremoti che hanno colpito le coste di Sri Lanka, India, Thailandia, Malesia, Indonesia, Bangladesh, Myanmar, Somalia e le Maldive.
Il bilancio delle vittime di lunedì parla di oltre 23’000 morti, ma il numero è destinato a crescere.
Offerte in favore delle vittime possono essere fatte sul CCP: 10-15’000-6 con la menzione “Sisma in Asia”.
Il sisma che ha colpito il Sud-Est asiatico è, secondo l’Istituto americano di sorveglianza geologica, il terremoto più violento dopo quello che ha colpito l’Alaska nel 1964.
Si tratterebbe inoltre del quinto sisma più violento dal 1900.
L’ultimo “tsunami”, l’onda di maremoto provocata da una scossa che nasce in mare, risale al 17 luglio 1998. 2’500 persone avevano trovato la morte sulla costa nord occidentale della Papuasia Nuova Guinea.
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