La terra trema, anche in Svizzera
Svizzera a rischio sismico ed inconsapevole del pericolo. Lo ha dichiarato il professor Giardini (nella foto) del Servizio sismologico. Gli specialisti del settore giovedì e venerdì tengono al Politecnico di Zurigo un seminario sulla prevenzione sismica.
Il nostro Paese è stato risparmiato negli ultimi 50 anni da terremoti catastrofici. Ma questa tranquillità apparente è ingannevole – ha sostenuto il professor Domenico Giardini del Servizio sismologico svizzero – poiché porta alla credenza erronea che scosse violente possano prodursi in Svizzera mai o molto raramente. In realtà, negli ultimi mille anni la Svizzera è stata colpita da circa 800 scosse, che sono state percepite, hanno causato danni o hanno completamente distrutto edifici.
Secondo gli specialisti, un terremoto come quello che ha colpito di recente la Grecia e la Turchia, dovremmo attendercelo in Svizzera in media ogni cento anni. Inoltre, un sisma catastrofico come quello che distrusse Basilea nel 1356 – cioè da 6,5 a 7 gradi di magnitudo (scala Richter) – che fu il più violento sisma dell’Europa centrale, ha la probabilità di ripetersi ogni due o tre secoli; e sono passati da allora quasi 650 anni. Più il tempo passa, più il rischio cresce, giorno per giorno, che un tale fenomeno torni a colpire.
Le regioni esposte a maggior pericolo sismico in Svizzera sono soprattutto Basilea e il Vallese, ma anche la valle del Reno verso San Gallo, e i Grigioni. Durante il Medioevo, l’attività sismica era particolarmente importante nella regione di Basilea, negli ultimi tre secoli è stata invece più forte in Vallese. Nulla esclude che il prossimo terremoto possa tornare a colpire Basilea, o altrove. Il vero rischio di catastrofe, però, non è dato dal terremoto in sé, ma dalla densità della popolazione, dal grado di urbanizzazione del territorio e dall’industrializzazione.
E qui cominciano le dolenti note. Secondo Hugo Bachmann, professore di statica della costruzione presso il Politecnico federale di Zurigo, soltanto un decimo degli edifici in Svizzera è costruito secondo criteri antisismici aggiornati e il 20 per cento presenta un’insufficiente sicurezza in caso di terremoto. Questa sottovalutazione del rischio sismico viene confermata da un altro dato fornito da Christian Furrer, direttore dell’Ufficio federale delle acque e della geologia, secondo il quale il patrimonio edilizio svizzero è assicurato per un valore di 1.800 miliardi di franchi contro altri pericoli (acqua, fuoco, ecc.), e soltanto per 20 miliardi contro il rischio di terremoto.
La conclusione degli specialisti è che occorra fare qualcosa, e subito, per non farsi trovare impreparati davanti al pericolo, sempre probabile e sempre imminente, di un terremoto catastrofico. A tal fine, la Società svizzera d’ingegneria sismica e dinamica strutturale e la Società svizzera degli ingegneri e degli architetti, hanno deciso di lanciare un «programma di azione nazionale per la riduzione del rischio sismico». L’elenco delle misure ritenute urgenti va dalla puntuale definizione del quadro legale all’identificazione degli edifici da risanare, dall’adozione delle più recenti scoperte della ricerca all’adeguamento delle organizzazioni di soccorso, e così via.
Silvano De Pietro
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