Le iniziative AVS e Denner respinte da Ruth Dreifuss
Tre dei cinque oggetti sottoposti in novembre a votazione federale concernono direttamente il Dipartimento di Ruth Dreifuss. La consigliera federale propone di respingere sia le iniziative sul pensionamento flessibile a 62 anni che quella della Denner.
Lanciate dalla sinistra e dalle organizzazioni sindacali, le due iniziative sull’AVS chiedono l’introduzione di un pensionamento flessibile e uguale per tutti a partire da 62 anni e senza decurtazione delle rendite. L’iniziativa sostenuta dalla Denner mira invece ad introdurre costi ospedalieri più bassi, modificando l’assicurazione malattia.
Il governo raccomanda di respingerle tutte e tre, ma riguardo alle proposte sull’AVS per la consigliera federale socialista non è stato certo un compito piacevole spiegare le ragioni del no. Nel 1995, in occasione di una votazione su una proposta praticamente identica, Ruht Dreifuss scatenò una piccola polemica in Consiglio federale. Sebbene in nome del governo avesse raccomandato di bocciarla, annunciò comunque che a titolo personale l’avrebbe approvata.
Severamente redarguita dai colleghi degli altri partiti, la ministra si attenne strettamente alle regole della collegialità nella votazione del 1997 su una proposta dello stesso tenore. E così ha fatto anche questa volta, adottando tuttavia toni e parole che hanno lasciato trapelare la sua predilezione per un’AVS più sociale.
Le due iniziative sull’AVS andrebbero a pesare seriamente sul futuro finanziario del sistema pensionistico già sotto pressione per l’evoluzione demografica, ha fatto notare la ministra. In base all’esperienze fatte all’estero è infatti da attendersi una proporzione elevata di persone che ricorrerebbero a questa possibilità causando costi supplementari per circa 2 miliardi di franchi all’anno.
È altrettanto vero che circa 900 milioni verrebbero risparmiati nell’AI e nell’assicurazione disoccupazione, ma alla fine dei conti occorrerebbero pur sempre nuove risorse che esigerebbero, ha precisato Ruth Dreifuss, un aumento di mezzo punto dell’IVA.
“Come gli autori delle iniziative noi siamo favorevoli al pensionamento flessibile”, ha detto la consigliera federale, “ma vogliamo che sia accordata in modo differenziato e che non generi spese supplementari”. Un’opzione contenuta nel progetto di 11esima revisione dell’AVS che, contemporaneamente all’innalzamento a 65 anni dell’età pensionabile per le donne, offrirebbe anche la possibilità del prepensionamento, possibilità legata tuttavia ad una riduzione della rendita.
Più convinta Ruth Dreifuss si è invece mostrata nell’opporsi all’iniziativa popolare lanciata dal boss dei grandi magazzini Denner, accusandola di smantellare l’attuale assicurazione malattia sociale e di ripristinare la situazione precedente alla legge del 1911. L’iniziativa vorrebbe eliminare i rimborsi previsti dall’assicurazione obbligatoria per le cure ambulatoriali e semi-ospedaliere, che costituiscono i tre quarti delle spese di questa assicurazione, e limitare la copertura alle sole spese ospedaliere.
Una proposta che distrugge il principio della solidarietà e che non risolve il problema dell’aumento dei costi, ha osservato Ruth Dreifuss. L’iniziativa obbligherebbe i pazienti ad accollarsi personalmente i 10 miliardi di costi annuali per le cure ambulatoriali, col rischio che le persone più anziane e più malate non potranno permettersi di pagare i premi fissati dalle assicurazioni secondo criteri basati esclusivamente sul calcolo dei rischi.
Questa soluzione spingerebbe inoltre a trasferire le cure nel settore ospedaliero, già particolarmente costoso, costringendo anche i cantoni ad aumentare le imposte per far fronte alla loro quota di finanziamento degli ospedali.
Commentando le dichiarazioni di Ruth Dreifuss, l’Unione sindacale svizzera (USS)si è detta invece convinta che i soldi per finanziare il pensionamento flessibile ci siano e che quindi si possano approvare le due iniziative sull’AVS in votazione il 26 novembre.
L’USS ritiene che il modello di pensionamento flessibile proposto dal Consiglio federale nel quadro dell’undicesima revisione dell’AVS non sia una soluzione sostenibile. Esso prevede infatti riduzioni delle rendite e di conseguenza potranno ritirarsi anticipatamente dal mondo del lavoro solo i lavoratori con redditi alti.
Luca Hoderas
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