Per la Cassazione l’elettrosmog delle antenne GSM non è nocivo
Le conoscenze scientifiche attuali sulle radiazioni elettromagnetiche non permettono di concludere che l'elettrosmog abbia effetti biologici nocivi per il corpo umano. Lo ha reso noto in una sentenza pubblicata mercoledì il Tribunale federale.
L’ordinanza che fissa i valori limite per le antenne della telefonia mobile non è quindi né lacunosa, né contraria alla legge federale sulla protezione dell’ambiente (LPAmb). Questa in sintesi la posizione del Tribunale federale, che nella sentenza pubblicata mercoledì si è espresso per la prima volta sul controverso tema delle antenne GSM. I giudici hanno respinto un ricorso presentato da dieci abitati di Dotzigen, non lontano da Bienne (nel Canton Berna), che si opponevano all’installazione nel loro comune di un impianto Swisscom.
L’antenna provoca emissioni nettamente inferiori ai valori limite previsti dall’Ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ORNI). I ricorrenti non contestavano questo punto: al contrario, sostenevano che l’ordinanza del Conisglio federale si concentrava sull’effetto termico delle radiazione (riscaldamento dei corpi), tralasciando completamente di occuparsi delle conseguenze biologiche, come ad esempio i disturbi del sonno. Le disposizioni sarebbero quindi contrarie alla LPAmb, sostenevano gli abitanti di Dotzingen.
Una posizione non condivisa dal Tribunale federale, secondo il quale finora non vi sono conoscenze scientifiche consolidate sugli effetti biologici dell’elettrosmog. Una volta che questi risulteranno quantificabili – ma solo allora – potranno essere inseriti appositi valori limite.
swissinfo e agenzie
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