Politica di sviluppo: il bilancio elvetico è modesto
La Svizzera figura al decimo posto nell'«Indice dell'impegno per lo sviluppo 2006» pubblicato domenica dal Centro per lo sviluppo mondiale di Washington.
Nata nel 2003, la classifica mondiale valuta le prestazioni dei 21 paesi più ricchi del pianeta nell’ambito della politica di sviluppo e dell’impatto sulla sorte dei paesi poveri.
Il Centro per lo sviluppo mondiale (Center for Global Development CGD) realizza l’indice in collaborazione con la rivista «Foreign Policy», uno dei periodici di politica estera più influenti degli Stati Uniti.
La classifica è dominata quest’anno dai paesi dell’Europa del Nord. I Paesi Bassi si piazzano davanti alla Danimarca, alla Svezia e alla Norvegia.
All’altra estremità della classifica, il Giappone occupa l’ultimo posto, preceduto dalla Grecia (20° posto), dall’Italia (19°) e dalla Francia (18°). Da parte loro gli Stati Uniti, il paese più ricco del pianeta, sia piazza al 13° posto.
La Svizzera, con il 10° rango, si trova a metà classifica, preceduta dal Canada e seguita dalla Gran Bretagna.
Sette parametri di valutazione
Per valutare l’impatto dei 21 paesi più ricchi sulla sorte dei paesi poveri, il CGD tiene conto di sette parametri.
Se l’aiuto pubblico e gli investimenti privati sono dati di riferimento imprescindibili per gli studi sulla politica di sviluppo, gli altri parametri sono meno tradizionali.
È il caso per esempio del grado di apertura dei mercati dei paesi ricchi e del loro livello di inquinamento atmosferico.
Il CGD giudica i paesi ricchi anche in funzione del numero di immigrati provenienti dai paesi del sud accolti sul loro territorio. E integra nella sua valutazione tutte le attività dei paesi ricchi nell’ambito della sicurezza, dalla partecipazione a missioni di pace ONU alla vendita di armi.
Rispetto ai parametri contemplati dall’indice, la Svizzera ottiene quest’anno un risultato non molto dissimile da quello degli anni precedenti.
Accoglienza, aiuto allo sviluppo e armi
David Roodman, il principale autore dell’indice della CGD, esprime a swissinfo la sua soddisfazione nel vedere la Svizzera accogliere «molti immigrati provenienti da paesi in via di sviluppo. Questo va a beneficio dei loro paesi di origine, grazie all’invio alle loro famiglie di una parte dei loro guadagni».
«L’aiuto allo sviluppo che la Svizzera distribuisce è al di sopra della media dei paesi ricchi e la Svizzera produce pochi gas a effetto serra, responsabili del surriscaldamento del pianeta», nota ancora Roodman.
L’indice deplora però il fatto che la Svizzera venda molte armi a paesi non democratici, in particolare all’Arabia saudita e all’Oman. Affari che pesano sulla valutazione della politica di sicurezza elvetica.
La Svizzera e l’ONU
«La Svizzera è uno dei paesi che contribuiscono meno alle operazioni di mantenimento della pace dell’ONU», avverte inoltre Roodman. «Il fatto che abbia aderito all’ONU solo nel settembre 2002 non è una ragione sufficiente per spiegare questa assenza d’impegno».
D’altra parte, la recente adesione della Svizzera all’ONU pesa anche sui suoi risultati in ambito ambientale, nella misura in cui il CGD deplora che la Svizzera, paese senza accesso al mare, non abbia ancora ratificato il trattato delle Nazioni Unite che limita la pesca nelle acque internazionali.
Stando a David Roodman, la Svizzera potrebbe inoltre migliorare considerevolmente la sua posizione nella classifica dei 21 paesi più ricchi se riducesse i dazi doganali sui prodotti provenienti dal sud del mondo.
«In particolare la protezione che la Svizzera fornisce ai suoi agricoltori è un grosso problema. Il governo elvetico sovvenziona ogni mucca svizzera con circa 1000 dollari l’anno, mentre contribuisce con appena 60 centesimi a persona ad alleviare l’esistenza dei circa 2,7 miliardi di persone nel mondo che vivono con meno di due dollari al giorno».
David Roodman fa perciò appello alla Svizzera affinché partecipi «seriamente ai negoziati in corso nel quadro dell’Organizzazione mondiale del commercio per diminuire le sovvenzioni e i dazi».
swissinfo, Marie-Christine Bonzom, Washington
(traduzione dal francese: Andrea Tognina)
Dal 2003, l’indice del Center for Global Development classifica i principali paesi ricchi in base alle loro politiche verso i paesi in via di sviluppo.
La classifica è pubblicata contemporaneamente sul sito Internet del CGD, su quello di «Foreign Policy» come pure nel numero di settembre/ottobre della rivista statunitense.
La Svizzera è uno dei 21 paesi analizzati dall’indice e si piazza in decima posizione.
Due terzi dei paesi ricchi hanno migliorato il loro risultato, mentre altri sette sono peggiorati. La posizione della Svizzera è rimasta inalterata dal 2003.
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