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Politica energetica: anche il governo ticinese per tre sì il prossimo 24 settembre

Dai cantoni di montagna tre sì per favorire lo sviluppo delle energie alternative. Nella foto, la regione dove si trovano le più potenti centrali eoliche d'Europa, a sud di Berlino Keystone

I cantoni di montagna invitano a dire tre volte sì ai temi di politica energetica il prossimo 24 settembre. Le centrali idroelettriche, che producono energia indigena pulita, potranno sopravvivere alla liberalizzazione solo con misure d'accompagnamento.

La conferenza dei governi dei cantoni di montagna si è riunita mercoledì sul Gottardo, il “castello d’acqua” d’Europa per informare la popolazione. Le centrali idroelettriche sono un elemento di fondamentale importanza per le regioni di montagna e non devono essere sacrificate all’apertura del mercato.

L’energia idraulica, senza misure d’accompagnamento, non avrebbe alcuna chance nei confronti di energia sovvenzionata e dunque a buon mercato proveniente dall’estero e prodotta nelle centrali atomiche e a carbone.

I cittadini dovranno pronunciarsi sulla tassa d’incitamento di 0,3 centesimi per kilowattora che sarà prelevata sull’energia prodotta a partire dal petrolio, dal gas, dal carbone e dall’uranio. Questa tassa, proposta quale controprogetto all’iniziativa solare, dovrebbe produrre 450 milioni di franchi all’anno, impiegati in favore delle centrali idroelettriche, di un uso più efficae dell’energia e della promozione di fonti di energia rinnovabile.

I cantoni di montagna appoggiano anche l’iniziativa solare, che prevede una tassa di 0,5 centesimi per kilowattora. La metà del ricavato sarebbe destinata alla promozione dell’energia solare.

Il terzo argomento in votazione riguarda il primo passo di una riforma fiscale, che propone di tassare maggiormente l’energia per alleggerire i carichi sociali sul lavoro. I proventi della tassa di 2 centesimi per kilowattora sulle energie non rinnovabili sarebbero ridistribuiti per alleggerire ad esempio gli oneri dell’AVS.

La conferenza dei cantoni di montagna, di cui fanno parte Obwaldo, Nidwaldo, Uri, Glarona, Vallese, Grigioni e Ticino, è membro del comitato d’iniziativa “Tre volte sì per l’ambiente, la salute e i posti di lavoro”.

swissinfo e agenzie

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