Prigionieri del mondo virtuale
In Svizzera 50.000 internauti manifestano i sintomi di quel disturbo comportamentale che gli psicologi definiscono "internet dipendenza".
Lo evidenzia una ricerca realizzata da Öffenen Tür, un’organizzazione di consulenza psicologica di Zurigo.
Il lato oscuro della “grande rete” si chiama Internet Addiction Disorder, come l’ha definita nel 1995 lo psichiatra statunitense Ivan Goldberg.
In Svizzera coinvolge diverse decine di migliaia di persone per le quali Internet è un’autentica droga legale. Lo sostiene uno studio realizzato dall’organizzazione di consulenza e sostegno medico-psicologico zurighese Öffenen Tür in collaborazione con l’Humbolt Universität di Berlino.
La ricerca è stata effettuata online tra il 23 settembre del 2000 ed il 31 gennaio dello scorso anno su un campione di 565 internauti. Gli intervistati hanno risposto, in modo anonimo, a domande del tipo: “Cerchi di nascondere agli altri il tempo che passi online?”; “Hai già provato, senza riuscirci, a ridurre la quantità di tempo che passi online”; “Accade che passi più tempo online che con gli amici?”.
I drogati del web
Il criterio per stabilire la dipendenza da Internet si basa su diversi fattori. I più indicativi sono rappresentati dal tempo che si trascorre davanti al video, dalle connessioni sempre più lunghe, dalle alterazione del ritmo sonno-veglia, dall’interesse monomanicale per le chat rooms, il sesso virtuale, i giochi online, che inducono il cyberdrogato ad estraniarsi dalla realtà.
Dipendente da Internet, secondo la ricerca, è colui che passa più di 35 ore settimanali attaccato al computer, mentre a rischio di dipendenza è chi si collega al web almeno venti ore la settimana. Una patologia che in Svizzera colpisce il 6 percento degli internauti.
La maggior parte dei cyberdrogati sono giovani non ancora ventenni (69 percento del campione), single (62 %) e che si connettono ad Internet per ragioni private (69 %).
Ma come si manifesta la computer dipendenza? Lo spiega Franz Eidenbenz , psicologo dell’associazione zurighese Öffenen Tür, pioniera in Svizzera nel trattamento della netdipendenza: dal 1999 gestisce il primo gruppo elvetico di auto aiuto per i drogati del web.
“Il soggetto malato pensa sempre al web, anche quando non è in rete, privilegiando i rapporti con il mondo virtuale rispetto a quelli con la famiglia, gli amici, i conoscenti”.
Dipendenti dal mondo virtuale
Psicologi e psichiatri definiscono la dipendenza come ”il consumo prolungato di una determinata sostanza; l’utilizzo più frequente di quanto lo stesso soggetto ritenga corretto; i ripetuti e vani sforzi di ridurre l’impiego; la quantità di tempo e di attenzione dedicata all’uso della sostanza a scapito di attività sociali e familiari; i sintomi di astinenza in caso di cessata assunzione”.
Gabrielle Biber, psicoterapeuta basilese iscritta alla Federazione svizzera delle psicologhe e degli psicologhi, ha in trattamento pazienti affetti da questa patologia.
“La dipendenza da Internet è una dipendenza solo psichica, diversa da quelle dell’alcool e delle droghe che determinano anche una dipendenza fisica”, dichiara a swissinfo.
“I segni della dipendenza – precisa Gabrielle Biber – si manifestano quando il mondo virtuale diventa più importante della realtà stessa”.
“Navigare per ore quando si è appena comprato il computer – aggiunge – non significa essere dipendenti.
“Ci si può interrogare sul sorgere di una dipendenza da computer quando il soggetto trascura i doveri quotidiani”, precisa la psicoterapeuta basilese.
Prigionieri delle chat room
Il cyberspazio, un mondo parallelo ammaliante, un universo magico che in dosi massicce rischia di far perdere il contatto con la realtà.
“Ci si deve rendere conto che certe cose che sono utili se vengono usate con eccesso possono diventare pericolose”, dichiara a swissinfo il professor Giorgio Abraham, psicologo dell’Università di Ginevra.
Giovanna P. è una internet dipendente che si sta disintossicando. Poco più che ventenne riscopre la vita reale, dopo essere rimasta agganciata per oltre un anno e mezzo a quella virtuale.
“Navigare – dichiara a swissinfo – era come una droga, una specie di ubriacatura. La scusa per surfare era rappresentata dalla posta elettronica. Volevo dare un’occhiata a qualcosa, anche se non sapevo neanche cosa”.
Il rischio di restare intrappolati “nella rete” è molto alto per tutte le fasce d’utenti, ma soprattutto per i giovani ed è prevedibile che,nei prossimi anni, con l’inarrestabile espansione del web, la sua accresciuta accessibilità ed attrattività, si tornerà a parlare, con maggior frequenza, di Internet Addiction Disorder.
swissinfo, Sergio Regazzoni
Il 6 % degli internauti a rischio di assuefazione
50.000 gli Internet dipendenti stimati in Svizzera
Maschi e non ancora ventenni il 69 % dei cyberdipendenti
Internet Addiction Disorder è la definizione della patologia che si manifesta nei drogati del web.
L’Internet dipendente privilegia i rapporti con il mondo virtuale rispetto a quelli con la famiglia, gli amici, i conoscenti.
Il lavoro pionieristico dell’associazione zurighese Öffenen Tür, attiva nel trattamento della netdipendenza: dal 1999 gestisce il primo gruppo elvetico di auto aiuto per i drogati del web.
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