Quantità minime di plutonio nei proiettili all’uranio impoverito
I proiettili all'uranio impoverito impiegati dalla Nato in Kosovo presentano valori bassissimi di plutonio, senza costituire rischi supplementari: lo afferma venerdì il Dipartimento federale della difesa sulla base di analisi condotte dal laboratorio di Spiez su ordine del consigliere federale Samuel Schmid. Il programma d'analisi mediche al quale si stanno sottoponendo gli svizzeri che hanno prestato servizio nel Balcani non subirà comunque alcuna modifica: i test continuano.
«I valori riscontrati si situano tra 0,4 e 1,3 bilionesimi di grammo per ogni grammo di uranio impoverito utilizzato per la produzione delle munizioni», spiega un comunicato del DDPS. In proporzione la presenza di plutonio corrisponde allo 0,0000000001 per cento. Per fare un paragone, «si potrebbe dire che questa quantità equivale a 500 grammi di zucchero disciolti nel lago di Thun». I valori di plutonio sono talmente bassi che è stato possibile individuarli solo con strumenti di misurazione estremamente sensibili.
I test sono stati svolti su mandato del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP), che venerdì ha pubblicato a Ginevra le conclusioni di indagini svolte dal laboratario svedese Swedish Radiation Protection Institute (SSI) e da altri centri europei.
Da esse risulta che la radioattività dei proiettili all’uranio impoverito impiegati nei Balcani varia da 0,8 a 12,87 becquerel per chilogrammo. I valori si situano molto al di sotto della soglia di tolleranza fissata in Svizzera per le derrate alimentari, che è di 600 becquerel/kg. I risultati dell’insieme dei test condotti in Kosovo per accertare la presenza di uranio impoverito nell’ambiente saranno riuniti in un rapporto che l’UNEP pubblicherà a metà marzo.
La scoperta di tracce di plutonio non modificherà il programma di analisi mediche, cui si stanno sottoponendo gli svizzeri che hanno prestato servizio nei Balcani. Il divisionario Peter Eichenberger ha assicurato che i test del sangue utilizzati rivelano anche la presenza di questo elemento chimico radioattivo. Finora sono pervenuti al Dipartimento della difesa i risultati relativi alle analisi di 800 volontari, dei 1’800 cui è stato consigliato di sottoporsi a controlli. Al momento attuale non sono stati constatati casi di leucemia: un quadro complessivo della situazione si avrà con ogni probabilità a fine aprile o inizio
maggio.
swissinfo e agenzie
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