Rapporto del Fondo nazionale mostra una società sempre meno integrata
La società svizzera è sempre meno integrata: questa la conclusione del «Rapporto sociale 2000» presentato martedì a Berna dagli studiosi del Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica.
Il rapporto di 300 pagine – elaborato nell’ambito del Programma «Domani la Svizzera» – è l’unico del genere mai realizzato sulla società elvetica negli ultimi 30 anni. «Esso analizza l’evoluzione a lungo termine di tutta la popolazione elvetica dal punto di vista economico, politico, culturale e ambientale», ha spiegato Hanspeter Kriesi, professore all’università di Ginevra e presidente del gruppo di esperti del programma.
«La società svizzera ha subito un cambiamento epocale», ha sottolineato Kriesi. Essa risulta rimanere immobile solo rispetto al valore del lavoro: «come trent’anni or sono anche oggi si lavora volentieri e molto». E questo in un mondo del lavoro profondamente stravolto dall’avvento dell’occupazione a tempo parziale e su chiamata.
Negli ultimi decenni, seguendo la tendenza diffusa in tutta l’Europa occidentale a partire dall’inizio degli Anni Sessanta, la comunità elvetica è diventata più individualista e più pluralista. «A soffrirne è l’integrazione sociale», ha stigmatizzato Kriesi.
«I cambiamenti rapidi delle strutture economiche degli Anni Novanta hanno contribuito ad allargare il fossato tra ricchi e poveri», ha affermato il professore. «La società quindi continua a lamentare una crescente ineguaglianza e una solidarietà sempre meno sentita e meno applicata».
«La povertà è quindi un indice determinante della disintegrazione sociale», gli ha fatto eco Christian Suter, dell’Università di Zurigo ed editore del rapporto. Da vent’anni è diventata un problema centrale che si rispecchia nel quadruplicarsi del numero di casi sociali in città come Zurigo e Berna.
«L’estensione delle libertà personali porta in grembo non solo vantaggi, ma anche inconvenienti che risaltano soprattutto negli agglomerati urbani», ha aggiunto Suter. Le statistiche dimostrano dalla fine degli Anni Ottanta un aumento della criminalità giovanile e in generale della emarginazione delle comunità di immigrati.
Andreas Ladner, dell’Università di Berna, ha illustrato lo studio sul cambiamento del «paesaggio politico». Da questo risulta che la percezione dei problemi nella popolazione sono mutati nel corso degli ultimi decenni: negli Anni Ottanta preoccupavano le questioni ambientali e di droga, mentre negli Anni Novanta le assicurazioni sociali, la disoccupazione e gli stranieri.
Anche i rapporti tra il cittadino e lo Stato hanno subito un mutamento. Alla metà degli Anni Settanta il 70 per cento si diceva d’accordo con il Consiglio federale, contro un 40 per cento nel 1998. Queste percentuali – ha messo in evidenza Ladner – vanno a cozzare con gli esiti delle urne. In totale, il governo ha oggi più successo di una volta.
Un’altra apparente contraddizione è offerta dal dato sull’attenzione dei cittadini per le «cose politiche». Da una parte si registra un aumento dell’interesse a partire dalla fine degli Anni Ottanta e dall’altra una diminuzione della partecipazione politica. Ma – ha spiegato Ladner – la gente va a votare soprattutto per quei temi che la riguardano direttamente.
Dallo studio risulta in particolare un indebolimento di partiti politici, gruppi d’interesse e mass media. «Soprattutto i partiti escono perdenti dall’evoluzione sociale», ha affermato Ladner. Essi, in prima fila i democristiani e i radicali, stanno subendo un’emorragia in termini di membri e di risorse finanziarie.
«Ma sono i media ad aver conosciuto la trasformazione più evidente», ha proseguito. Sino agli Anni Sessanta la stampa era in gran parte legata ai partiti, mentre ora prevale l’influsso delle forze economiche. Questo fatto contribuisce alla proliferazione di «messaggi populistici», che ottengono maggior presa sul pubblico rispetto alle tradizionali campagne politiche.
In conclusione, il rapporto invita a porre rimedio al deficit di integrazione ricorrendo alla formulazione di un nuovo «contratto sociale». Le differenti componenti della società devono elaborare nuove regole in particolare riguardo al sistema di sicurezza sociale e le istituzioni del mercato del lavoro. Per Christian Suter le parole chiave di questo rinnovamento sono: assicurazione maternità e integrazione degli stranieri.
swissinfo e agenzie
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