Salute delle immigrate: una conferenza nazionale per migliorare la prevenzione
Facilitare l'accesso al sistema sanitario alle immigrate e migliorare la promozione della salute di queste donne particolarmente sfavorite: questo lo scopo della conferenza nazionale sulla salute delle immigrate in Svizzera.
Organizzata dall’Aiuto Aids Svizzero (AAS) e dalla Caritas, la conferenza vede la partecipazione di un centinaio di persone. La salute è un fattore importante di integrazione, ha detto Ruth Rutmann, direttrice dell’AAS, nel suo discorso d’apertura. La Confederazione, come molti altri stati europei, ha aderito al programma dell’Organizzazione mondiale della salute «La salute per tutti nel 21esimo secolo». Esso ha fra l’altro come obiettivo l’offerta di cure accessibili a tutti e adatte ai bisogni specifici.
Da diversi studi effettuati negli ultimi anni è però emerso che in Svizzera questo principio di «uguaglianza di possibilità» nel settore della salute non è ancora realtà. Gli immigrati infatti hanno maggiori difficoltà ad accedere alle cure rispetto al resto della popolazione e per questo il loro stato di salute è meno buono. In quanto straniere e donne, le immigrate costituiscono uno dei gruppi maggiormente sfavoriti in quest’ambito. Per ridurre le differenze sociali che esistono nel settore sanitario è necessario adattare l’offerta e le istituzioni pubbliche alla situazione specifica di queste persone.
Bisogna però tenere conto che le immigrate non costituiscono un gruppo omogeneo, ha sottolineato Simone Prodoillet, del servizio studi e valutazioni della Caritas. Fra di loro vi sono donne espatriate per le difficili condizioni di vita nel loro paese, oppure per motivi politici o ancora per ragioni famigliari. Inoltre è difficle raggiungere queste donne con i normali programmi di prevenzione e di promozione della salute a causa delle barriere linguistiche. Senza contare che molte di loro arrivano in Svizzera come ballerine, prostitue o collaboratrici domestiche e che spesso vivono in situazione illegale.
Diverse organizzazioni si occupano già attualmente della salute delle immigrate, ma manca un coordinamento fra i vari progetti. Inoltre i mezzi finanziari a disposizioni sono insufficienti, hanno rivelato le organizzatrici. Con questa conferenza nazionale l’Aiuto Aids Svizzero e la Caritas intendono appunto colmare le lacune e mettere a punto misure per migliorare la prevenzione della salute di queste donne.
swissinfo e agenzie
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