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Scompiglio al praticello del Grütli per la sostituzione della bandiera nazionale

Non è la prima volta che gli attivisti della FARCE sono alla ribalta della cronaca per le loro azioni di protesta Keystone

Burla al mitico praticello del Grütli. Attivisti della «Frazione armata rivoluzionaria clandestina eccetera» (FARCE, sigla che in francese corrisponde alla parola «scherzo») hanno sostituito la bandiera svizzera con quella europea.

L’ordine è stato però ripristinato quasi subito in fine di mattinata, consentendo così al consigliere federale Kaspar Villiger di pronunciare nel pomeriggio il proprio discorso per la celebrazione ufficiale del Natale della Patria.

In un comunicato diffuso via Internet, la FARCE ha dichiarato «Territorio libero dell’Unione europea» il luogo in cui, il 1. agosto 1291, «Walter Fürst, Werner Stauffacher ed Arnold von Melchtal strinsero l’alleanza perpetua che segnò la nascita della Confederazione elvetica». Il movimento ha precisato che la bandiera svizzera non è stata rubata, ma che verrà riconsegnata prossimamente al presidente della Confederazione Adolf Ogi.

Non è ancora chiaro quando i burloni abbiano agito. Si suppone che lo stendardo sia stato sostituito durante la notte, poiché di primo mattino sventolava già quello europeo. L’asta della bandiera è stata spalmata di grasso e avvolta in filo spinato e la cordicella è stata tagliata. La polizia urana è comunque riuscita a togliere la bandiera blu stellata e ricollocarne una rossocrociata.

La FARC si era fatta conoscere il 27 settembre dello scorso anno, quando cosparse di yogurt il consigliere nazionale UDC zurighese Christoph Blocher, utiliuzzando un fucile ad acqua nel corso di un aperitivo all’albergo Palace di Losanna. L’organizzazione clandestina entrò poi nuovamente in azione il 28 novembre dello scorso anno, quando sostituì quasi tutte le locandine dei due giornali domenicali romandi «Le Matin» e «dimanche.ch».

Il furto della bandiera sul Grütli non è peraltro cosa nuova: già nell’agosto 1996 un gruppo di studenti romandi l’aveva sostituita per scherzo.

swissinfo e agenzie

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