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Spazio: anche la Svizzera partecipa all’ambizioso progetto di stazione spaziale

La stazione spaziale internazionale, in orbita sopra il lago Baikal, in Siberia, si appresta a ospitare i primi astronauti Keystone

È iniziato martedì il trasloco dei primi inquilini del condominio spaziale internazionale. Un equipaggio misto russo-americano sta viaggiando verso la Stazione spaziale internazionale ISS, alla cui costruzione la Svizzera partecipa con 120 milioni.

L’equipaggio è composto dell’astronauta americano William Shepherd e dei cosmonauti russi Yurj Guidzenko e Sergei Krikalov, che sono a bordo di una capsula Soyuz lanciata con un razzo Proton da Baikonur, in Kazakhstan. Entreranno nella stazione giovedì e vi resteranno per 4 mesi.

Attualmente la ISS è un complesso lungo 48 metri e con una massa di 60 tonnellate. I tre astronauti si divideranno un volume interno di 264 metri cubi. Quando, nel 2006, sarà terminato il montaggio degli altri moduli, la stazione si espanderà fino ad una dimensione massima di 108 metri di lunghezza per 74 di larghezza e avrà una massa di 450 tonnellate.

La costruzione della stazione è iniziata il 20 novembre 1998 con la messa in orbita del modulo Zaria (alba). Alla stazione partecipano 16 Paesi: Usa, Russia, Giappone, Canada e Europa. Il primo astronauta europeo a soggiornare sulla stazione, il prossimo aprile, sarà l’italiano Umberto Guidoni.

Anche la Svizzera contribuisce all’avventura della Stazione spaziale internazionale: partecipa a vari progetti scientifici e investirà circa 120 milioni di franchi per la costruzione della struttura.

Approssimativamente l’80 percento di questa somma, destinata al periodo 1996-2005, corrisponde a contratti dell’Ente spaziale europeo (ESA) con l’industria elvetica, ha spiegato Jean-François Conscience, collaboratore scientifico dell’Ufficio delle questioni spaziali (SSO).

Il gruppo zurighese Contraves-Space collabora alla costruzione di un veicolo automatico ATV (automatic transfert vehicle) per il trasporto di rifornimenti. Gli ATV dell’ESA, così come le navette cargo russe Progress, serviranno a rialzare periodicamente l’orbita della stazione, a portare rifornimenti di carburanti e (una volta svuotati) a fungere da pattumiera per rifiuti, distruggendosi nell’atmosfera al rientro. L’ATV «zurighese» sarà messo in orbita da un razzo Ariane 5 a scadenza annuale a partire dal 2004.

La Confederazione aprirà inoltre un concorso l’anno prossimo per la realizzazione del dispositivo di movimento degli alettoni della navetta di salvataggio.

Dal 2005 sono pure previsti vari progetti scientifici. «Concerneranno l’astrofisica, la biologia cellulare, la medicina spaziale e la fisica dei materiali», ha detto Conscience. I politecnici federali, le università di Ginevra e Friburgo, il laboratorio di Davos e l’osservatorio di Neuchâtel vi sono già associati.

swissinfo e agenzie

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