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Svizzera-Ue: forse già operativo in gennaio l’accordo sulla scienza

Il segretario di Stato svizzero Charles Kleiber. La sua visita a Bruxelles rilancia la collaborazione scientifica con l'Unione europea Keystone

La visita a Bruxelles del Segretario di Stato svizzero per la ricerca e la scienza, Charles Kleiber, rilancia i contatti con l'Unione europea, per una collaborazione in campo scientifico più stretta e concreta.

Buoni dunque i risultati dell’incontro mercoledì tra Kleiber ed il Commissario europeo Philippe Busquin. Da entrambe le parti c’è la speranza, giudicata “ragionevole” da Kleiber, che l’accordo sulla ricerca e lo sviluppo della politica comunitaria in materia di ricerca tra Ue e Svizzera, possa diventare operativo dal prossimo gennaio.
Da parte elvetica il via libera è arrivato con il voto dello scorso referendum. Ora, perché siano completate tutte le formalità, occorre la ratifica dei 15 Stati membri dell’Unione europea. Le difficoltà, secondo quanto emerso dall’incontro, dovrebbero essere a questo punto solo di tipo burocratico: basti pensare, ad esempio, alla complicata procedura belga che prevede 7 ratifiche diverse.

Sia l’Unione europea che la Svizzera si augurano tempi stretti. Da parte comunitaria si guarda con compiacimento ed impazienza ad una collaborazione di qualità in campo scientifico, come quella che può essere garantita dalla Svizzera, e alla formazione di una squadra europea in grado di contrastare il predominio scientifico degli Stati Uniti.

Dall’altro versante Berna spera di poter contribuire in modo propositivo già alla formazione del sesto programma quadro sulla ricerca scientifica, che la Commissione europea inizierà a delineare in autunno.
Non appena entrato in vigore l’accordo per la ricerca, due mesi dopo l’avvenuta ratifica dei 15 partner comunitari, la Svizzera avrà non solo le carte in regola per partecipare ai progetti comunitari – usufruendo dei fondi stanziati da Bruxelles – ma anche voce in capitolo nel proporli e deciderli.

Dal punto di vista finanziario il contributo elvetico richiesto dall’Unione europea verrà calcolato, come per tutti gli aderenti, in base al prodotto nazionale lordo del paese. L’attuale regime di collaborazione scientifica eistente tra Unione europea e Svizzera non impone nessun contributo di Berna alle casse comunitarie, ma nello stesso tempo, la grava di tutte le spese relative ai progetti di ricerca comune.

Laura Forzinetti, Bruxelles

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