Un rapporto sullo stato delle foreste europee tasta il polso anche ai boschi svizzeri
Il rapporto annuale sullo stato delle foreste in Europa, presentato martedì a Bruxelles, è basato su un sistema di bio-sorveglianza fra i più ampi al mondo. È redatto dalla Commissione europea e da un organismo ONU di cui fa parte anche la Svizzera.
La scheda per l’anno 1999 relativa alla Svizzera mostra un leggerissimo miglioramento nello stato di salute delle foreste. Considerati tutti i tipi di piante boschive, rappresentati da un campione di 1.101 alberi, il 19 per cento soffre per una perdita eccessiva di foglie, mentre nel 1998 il dato era del 19,1 per cento. Ben lontano comunque dall’8,7 per cento registrato dieci anni prima. Delle restanti piante un 40 per cento circa corre potenziali pericoli e va tenuto sotto osservazione, con una perdita di foglie che oscilla dal 10 al 25 per cento, mentre il 39,9 per cento è sano.
Non molto dissimili i risultati per tutta l’Europa. In questo caso il dato principale che emerge dallo studio incrociato dei vari rilevamenti è che nel corso dell’ultimo anno non c’è stato alcun miglioramento generale della vitalità delle foreste e che è dunque necessario ridurre ancora le emissioni inquinanti se si vuole salvare il nostro patrimonio boschivo con le sue molteplici funzioni.
I dati raccolti nel rapporto 2000 ‘stato delle foreste in Europa’ sono modulati su due differenti livelli di intensità. Il primo, di sorveglianza estensiva, copre attualmente 5.700 luoghi di rilevamento con 129.000 alberi e focalizza l’attenzione sullo stato delle foglie e sulla causa di deterioramento possibile delle corone degli alberi. Il secondo, la sorveglianza intensiva, valuta invece nel dettaglio, oltre allo stato di salute delle foglie, le condizioni del suolo e nutrizionale, la crescita, la vegetazione, i depositi e le condizioni metereologiche.
Secondo il rapporto, considerata l’Europa nel suo insieme, solo il 36,3 per cento degli alberi campione è stato giudicato sano, mentre il 41,1 per cento circa è in uno stato di possibile pericolo. Più di due piante su dieci rientrano nella categoria delle ‘danneggiate’ avendo una perdita di foglie che supera il 25 per cento e lo 0,7 per cento sono morte. I risultati confermano la tendenza generale degli ultimi anni ad un deterioramento dello stato di salute degli alberi. Infatti dal 1992 al 1999 lo stato della chioma è peggiorato mediamente nel 30 per cento dei siti osservati e migliorato solo nel 15 per cento.
Il programma di sorveglianza intensivo, con 864 punti di osservazione ripartiti in 30 stati europei, ha permesso di arrivare alla conclusione che i depositi atmosferici di zolfo e azoto danneggiano lo stato nutrizionale, ed anche se in minor misura, la vitalità delle piante. Con la riduzione di emissioni in questi ultimi dieci anni i depositi di zolfo sono decisamente diminuiti rispetto a quelli di azoto. Circa la metà delle aree considerate ha depositi di azoto superiori a 14 kg per ettaro all’anno, un limite di guardia che non andrebbe superato per non subire effetti negativi soprattutto per la vegetazione al suolo.
Laura Forzinetti
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.