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Democrazia diretta in Svizzera

Emblema Cicr, gli arabi protestano

I due simboli del Comitato internazionale della Croce Rossa universalmente riconosciuti e, a destra, la nuova proposta di simbolo Keystone

Il rappresentante della Lega araba contesta la decisione degli svizzeri di convocare per il 25 e 26 ottobre una Conferenza diplomatica per adottare un terzo simbolo da aggiungere alla croce rossa e alla mezzaluna rossa. La strada è ora in salita.

Per l’algerino Mohammed Saleh Dembri, presidente del consiglio della Lega degli stati arabi e rappresentante all’Onu, è stato come subire un affronto. Contrariamente al parere contrario dei paesi arabi, espresso in una riunione informale il 5 e 6 settembre, gli svizzeri hanno deciso di convocare lo stesso una conferenza diplomatica dei 189 membri del Movimento internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa che dovrebbe dare il via libera all’adesione della società israeliana Magen David Adom (MDA) che da 50 anni aspetta di vedere riconosciuto il suo emblema, la stella di David a cinque punte.

La reazione dell’ambasciatore Dembri è stata immediata. In una lettera inviata al suo omologo svizzero Francois Nordmann il diplomatico algerino ha espresso tutta la sua sorpresa e delusione. “Il nuovo emblema dovrebbe garantire l’universalità al movimento – ha spiegato in un’intervista alla Tribune de Genève – Occorre dunque che sia riconosciuto da tutti in tempo di pace come in guerra”. I paesi arabi avevano chiesto più tempo per raggiungere il consenso necessario sul nuovo simbolo. “La Svizzera non ha tenuto conto di queste nostre riserve – ha aggiunto – per cui si va dritti verso un fallimento sicuro”.

La soluzione proposta nella riunione preparatoria di settembre consiste nell’introdurre come terzo emblema una forma stilizzata formata una “V”(ferro da cavallo) sormontata da un’altra “V” rovesciata (con all’interno la stella di David e gli altri simboli non ammessi dalle Convenzioni di Ginevra). Il precedente rombo o “diamante” era stato scartato perché utilizzato da alcune forze armate. Anche questa proposta ha creato perplessità. “Somiglia un po’ troppo al logo della Renault – ha detto Dembri rigettando l’idea – e somiglia anche a uno stemma militare svizzero”.

La realtà è che la polemica infinita sugli emblemi della Croce Rossa Internazionale nasconde un complesso e delicato gioco di interessi politici. Ad imporre di trovare una via di uscita al problema della esclusione della MDA furono gli Stati Uniti l’anno scorso con una velata minaccia di tagliare i fondi al movimento.

Secondo alcune fonti diplomatiche arabe, sarebbero stati di nuovo gli americani a fare pressione su Berna perché convocasse la Conferenza diplomatica necessaria per approvare un terzo Protocollo addizionale alle Convenzioni di Ginevra che introduca il nuovo simbolo (a cui dovrebbe seguire in novembre un’ulteriore conferenza della Croce Rossa Internazionale per adeguare il suo statuto.

Maria Grazia Coggiola

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