L’Everest vinto anche da una scalatrice svizzera
Si chiama Evelyne Binsack, ed è la prima alpinista elvetica che sia riuscita a scalare il tetto del mondo, nella catena dell'Himalaya. L'impresa è stata compiuta in compagnia di Robert Bösch, fotografo e svizzero pure lui.
La giovane guida di montagna e pilota d’elicottero era assurta alla notorietà lo scorso anno, in occasione della scalata della parete nord dell’Eiger, ripresa in diretta dalla televisione DRS. Da allora, la Binsack ha preparato un altro colpo “mediatico”, appunto l’ascesa dell’Everest, che ha portato a termine mercoledì.
La spedizione, preparata nei minimi dettagli, è stata curata dal neo-zelandese Brice Russel, conosciuto come uno degli “himalaysti” più sperimentati. Russel, che è pure uno degli organizzatori più cari, è specializzato in spedizioni per alpinisti dilettanti, che vogliono offrirsi scalate eccezionali ma in condizioni relativamente facili e in tutta sicurezza.
E proprio questi aspetti hanno suscitato alcune critiche, nei confronti dell’impresa di Binsack e Bösch, che per salire sul tetto del mondo avrebbero versato a Russel 62 mila franchi a testa. Una somma, ammette la 34enne alpinista, che non avrebbe sborsato, senza l’aiuto di uno sponsor.
Questo genere di spedizioni “mediatiche”, sostengono alcuni puristi della montagna come lo scalatore friburghese Ehrhard Lorétan, inducono alcuni alpinisti ad affrontare rischi a volte troppo alti. E Lorétan sa di cosa parla, visto che ha già scalato tutti e 14 gli “ottomila” del pianeta.
Ma Evelyne Binsack sembrava essere pronta a tutto. Prima di partire, aveva infatti dichiarato di voler affrontare una nuova sfida e di andare ancora una volta fino ai propri limiti. Per il momento, è arrivata a quelli della montagna più alta del mondo. Che non è poco.
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