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Hashtag Molestie sessuali: anche in Svizzera le mentalità devono cambiare

Un uomo, di cui non si vede il volto, tocca le spalle di una donna che sta lavorando al computer, manifestamente a disagio.

In Svizzera è tuttora difficile provare davanti alla giustizia di aver subito molestie sessuali.

(imago/Westend61)

Lo scandalo di Harvey Weinstein sta provocando una nuova ondata di indignazione e denunce di aggressioni sessuali perpetrate sul lavoro da uomini di potere. In Svizzera, nonostante una buona legislazione, è ancora molto difficile ottenere giustizia, afferma Karine Lempen, specialista in diritto del lavoro dell'università di Ginevra.

#MeTooLink esterno , #انا_كمان Link esterno, #balancetonporcLink esterno , #quellavoltache Link esternosono alcuni degli hashtag sui social che accomunano un grido di liberazione delle donne, rimaste a lungo in silenzio di fronte alle molestie e alle violenze patite, soprattutto nel contesto professionale. Un grido di liberazione esploso anche in Svizzera.

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Resta ora da vedere se queste testimonianze, queste grida di dolore, di rabbia e d'indignazione senza precedenti potranno trasformare le società, anche in Svizzera. Infatti, benché la legislazione elvetica protegga abbastanza bene i dipendenti contro le molestie sessuali, resta molto difficile agire, ha dichiarato la professoressa di diritto alla Radiotelevisione della Svizzera francese RTSLink esterno.

"Abbiamo analizzato circa 200 decisioni giudiziarie e abbiamo constatato che non erano state a favore della dipendente in circa l'80% dei casi di molestie sessuali", spiega Karine LempenLink esterno.

"Rimane molto difficile fornire la prova di molestie sessuali, a differenza di prove di altri tipi di discriminazione, per esempio salariale o nella promozione. Spetta veramente alla persona che viene molestata dimostrarlo". La professoressa dell'università di Ginevra ritiene inoltre che i tribunali si chiedano raramente se le aziende abbiano messo in atto un sistema di prevenzione delle molestie.

A ciò si aggiunge la paura di sporgere denuncia: "È molto difficile agire perché le vittime sono in una relazione di dipendenti e generalmente vogliono mantenere il proprio posto di lavoro. Coloro che fanno il passo di andare davanti alla giustizia sono coloro che non hanno già più nulla da perdere".

Sulla carta, legge adeguata

Eppure la legge svizzera è piuttosto buona, sottolinea Karine Lempen: "Nel diritto svizzero, c'è una buona definizione di molestie sessuali che permette di comprendere un'intera gamma di comportamenti che vanno ben oltre il semplice ricatto sessuale e che copre anche una serie di comportamenti sessisti".

Secondo la specialista, quasi il 30% delle donne e il 10% degli uomini sono stati molestati sessualmente durante la loro vita lavorativa. Le cifre emergono da uno studioLink esterno commissionato dalla Segreteria di Stato dell'economia e dall'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo.



(Traduzione dal francese: Sonia Fenazzi)

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