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I 30 anni di “una fortezza dello sviluppo sostenibile”

Il ministro dell'ambiente Moritz Leuenberger ha celebrato lunedì i 30 anni della Convenzione di Berna, un trattato firmato da 45 Stati il cui obiettivo è di conservare la vita selvatica e i suoi biotopi in Europa.

Nel suo discorso, il consigliere federale ha sottolineato l’importanza di questo testo, che ha svolto un ruolo di pioniere, affermando che “lo sviluppo del pianeta non dipende solo dallo sviluppo economico e sociale” e che un equilibrio è necessario “tra le attività e i bisogni dell’uomo e quelli della natura”.

La Convenzione di Berna, ratificata principalmente dai paesi membri del Consiglio d’Europa e da quattro Stati africani, si prefigge in particolare di salvaguardare la flora e la fauna, nonché i relativi habitat naturali, di promuovere la cooperazione tra gli Stati e di monitorare le specie in pericolo.

In occasione di questo trentesimo anniversario, il comitato permanente della convenzione è riunito da lunedì a giovedì a Berna.

Inaugurando la riunione, Leuenberger non ha risparmiato critiche agli avversari della convenzione. In Svizzera, il parlamentare dell’Unione democratica di centro Oskar Freysinger ha presentato una mozione che chiede al governo di denunciare la convenzione per poter sopprimere più facilmente i lupi che uccidono il bestiame.

Il ministro dell’ambiente ha riconosciuto che gli animali selvaggi “non sono giocattoli innocui”. Leuenberger ha tuttavia sostenuto che la protezione delle specie è di vitale importanza: “ognuno ha un ruolo determinante nell’equilibrio del nostro pianeta”. Il consigliere federale ha citato l’esempio della reintroduzione della lince che ha permesso di ridurre i danni alle foreste causati dai cervi.

swissinfo.ch e agenzie

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