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Il lato verde della città

Giardini familiari a Zurigo Keystone

L'urbanizzazione è una minaccia per la biodiversità? Non sempre e, anzi, alcune specie hanno scelto proprio la città quale habitat preferito. È la conclusione, per certi versi sorprendente, alla quale giunge uno studio del Fondo nazionale svizzero.

Oltre la metà della popolazione mondiale vive in città. In Svizzera, dove l’urbanizzazione avanza al ritmo di un metro quadrato al secondo, la proporzione è di tre persone su quattro.

Se da un lato le città esercitano un forte potere attrattivo, dall’altro rappresentano però una sfida in termini di salvaguardia della biodiversità: più si costruisce e più si riduce la ricchezza biologica del paese. O perlomeno è quanto si presuppone.

Il progetto BiodiverCity del Programma nazionale di ricerca PNR 54 “Sviluppo sostenibile nell’ambiente costruito” evidenzia in effetti nuovi aspetti. Il numero di specie di invertebrati, uccelli e pipistrelli rilevato in alcune città svizzere è in effetti pari a quello osservato in prati e boschi al di fuori degli agglomerati.

«Questa constatazione ci ha in parte sorpresi: eravamo infatti partiti dall’idea che la città fosse una sorta di “lavandino” in cui svaniva la biodiversità, come suggerito da alcuni studi effettuati negli Stati Uniti», afferma a swissinfo.ch Marco Moretti, responsabile del progetto.

«Ciò non significa tuttavia che si può continuare a urbanizzare senza arrecare danno alla biodiversità: l’importante è mantenere un equilibrio tra città e campagna».

Nuove specie in città

I ricercatori dell’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL) di Bellinzona, di Birmensdorf e dell’Università di Berna si sono concentrati su tre città – Zurigo, Lucerna e Lugano – rappresentative degli agglomerati di medie e grandi dimensioni della Svizzera.

«In ogni luogo di rilevamento – indica Moretti – abbiamo trovato in media 282 specie animali. Un valore simile, se non più alto, a quello osservato in campagna». Nelle tre località vivono così 72 specie di uccelli e quattordici specie di pipistrelli, rispettivamente la metà e un terzo delle specie presenti in Svizzera.

«La differenza tra città e campagna risiede più che altro nel tipo di animali presenti. Le specie urbane sono ad esempio in parte più generaliste».

«A Lugano – prosegue il biologo – abbiamo individuato tre nuove specie di invertebrati: due api e un ragno. Non pensavamo affatto di trovare in città specie mai descritte prima in Svizzera».

La constatazione secondo cui la città possiede una grande biodiversità, aggiunge Moretti, è estrapolabile anche ai grandi agglomerati europei. «Berlino dispone ad esempio di linee ferroviarie abbandonate lungo le quali si è sviluppata una notevole ricchezza biologica».

Mosaici urbani

L’alta biodiversità rilevata in città, spiega il collaboratore del WSL, ha una duplice spiegazione. «Le città svizzere ospitano innanzitutto un ricco mosaico di ambienti e strutture».

Una varietà di habitat che si sta invece riducendo in campagna e nelle zone boschive. «Un’agricoltura sempre più intensiva e la presenza di foreste omogenee sono fattori che contribuiscono a impoverire la biodiversità. Di indubbio valore naturalistico restano invece i biotopi e le superfici agricole estensive, interconnesse e biologiche».

Inoltre, prosegue Marco Moretti, la città presenta temperature medie più alte e intemperie più mitigate rispetto alla campagna. A causa dell’illuminazione artificiale, le giornate sono poi più lunghe, ciò che «favorisce la riproduzione di talune specie, compensando ampiamente le perdite causate dal traffico».

Tetti e pareti verdi

L’obiettivo del progetto BiodiverCity è di capire le relazioni esistenti tra la natura in città, la biodiversità, l’ambiente costruito e le esigenze degli abitanti. «Dai sondaggi è emerso che un’elevata biodiversità urbana è molto apprezzata dai cittadini e migliora la qualità di vita».

Nell’elaborazione dei piani di sviluppo sostenibile delle città elvetiche è quindi necessario tener conto della gestione degli spazi verdi, siano essi parchi pubblici o giardini privati.

«In città dobbiamo sfruttare al massimo i corridoi verdi esistenti e gli ambienti gestiti a mosaico con erba più o meno alta», ritiene Moretti. È poi essenziale mantenere i vecchi parchi ed avere alberi e cespugli in abbondanza, in particolare per gli uccelli.

Per mantenere la diversità di habitat urbani nell’ottica della crescente densificazione, e quindi creare le prerogative per un’alta biodiversità, occorre trovare soluzioni «nuove e coraggiose, coinvolgendo architetti, urbanisti, esperti di ecologia e sociologi».

«Le superfici verdi sui tetti, nelle corti interne e lungo le pareti degli edifici – conclude il biologo – sono possibilità che vanno studiate sotto tutti i profili».

Luigi Jorio, swissinfo.ch

La biodiversità è la varietà di forme di vita vegetali e animali presenti negli ecosistemi del pianeta.

Il termine viene utilizzato anche per descrivere la variabilità genetica all’interno di una data specie.

Nel mondo sono state identificate 1,75 milioni di specie; si tratta essenzialmente di insetti.

Secondo le stime del WWF, sulla Terra vivono dai 5 ai 15 milioni di specie (alcuni biologi avanzano la cifra di 100 milioni).

Aumento demografico, sfruttamento delle terre, cambiamenti climatici, inquinamento e conflitti costituiscono un serio pericolo per 34’000 specie vegetali e 5’200 animali.

Zurigo è la prima città in Europa ad aver realizzato, tra il 1997 e il 2009, un inventario completo della propria fauna.

Nella città sulla Limmat vivono circa 16’000 specie animali, ovvero oltre un terzo delle specie animali presenti in Svizzera (41’000).

Nei pressi della stazione centrale, lungo i binari ferroviari, si trova ad esempio la più grande colonia di lucertole muraiole a Nord delle Alpi.

Una selezione di queste specie è presentata nel libro “Stadtfauna – 600 Tierarten der Stadt Zürich” di Stefan Ineichen e Max Ruckstuhl (edizioni Haupt Berna), pubblicato in occasione dell’Anno internazionale della biodiversità 2010.

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