Multe americane per aziende svizzere
Novartis, ABB, Kühne + Nagel e Panalpina dovranno sborsare complessivamente centinaia di milioni di dollari per aver infranto – in ambiti diversi – la legge statunitense.
Pharmaceuticals Corporation (NPC), filiale americana della Novartis, è stata condonnata a pagare una multa e indennizzi per un totale di 422,5 milioni di dollari, avendo violato le regole relative alla commercializzazione di alcuni farmaci, fra cui il medicinale contro l’epilessia Trileptal.
Nel 2005, il gruppo basilese aveva avvertito che alcuni pazienti trattati con il Trileptal soffrivano di reazioni cutanee (necrosi epidermica tossica e sindrome di Stevens-Johnson) tali da poter mettere in pericolo la vita. Il gruppo citava anche altri effetti secondari potenzialmente mortali, come febbri e infiammazioni renali. Alcuni pazienti hanno dovuto essere ricoverati e in alcuni casi – indicati dal gruppo come «molto rari» – sono deceduti.
Dal canto suo, il gruppo elettrotecnico ABB verserà complessivamente 58,3 milioni di dollari per mettere fine a un contenzioso giudiziario riguardante casi di corruzione. La società elvetico-svedese ha raggiunto un accordo in questo senso con l’autorità americana di sorveglianza dei mercati finanziari (SEC) davanti a un tribunale di Houston, in Texas.
La SEC accusava sette filiali di ABB, di cui una con sede negli Stati Uniti, di avere «effettuato versamenti per almeno 2,7 milioni di dollari per ottenere contratti che hanno generato oltre 100 milioni di dollari di fatturato». Le tangenti risalgono al periodo 1997 – 2004. La SEC ha inflitto una multa di 39,3 milioni di dollari. Inoltre il Ministero americano della giustizia ha imposto il pagamento di una pena pecuniaria di 19 milioni di dollari.
Infine, i due gruppi elvetici attivi nel trasporto internazionale Panalpina et Kühne+Nagel dovranno pagare a loro volta una multa: 12 milioni di dollari per il primo, 10 milioni per il secondo. Entrambe le aziende hanno infranto la legge sui cartelli e le norme relative alla concorrenza sleale.
swissinfo.ch e agenzie
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