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Primo maggio di scontri e rivendicazioni

Licenziamenti, disoccupazione e bonus stratosferici sono stati tra i temi principali dei discorsi del 1. maggio. A Zurigo e Basilea non sono mancati scontri tra manifestanti e polizia.

In questo mondo di corruzione e cinismo senza limiti è tempo di una svolta politica verso una maggiore giustizia, una maggiore uguaglianza e una maggiore libertà. È quanto chiede il presidente dell'Unione sindacale svizzera Paul Rechsteiner nel suo discorso del 1. maggio.

Banche e istituti di credito sono stati tratti in salvo dalla crisi grazie ad interventi statali giganteschi, ha ricordato Rechsteiner. Ora, ha denunciato, queste stesse banche sono tornate in zona utili e hanno ripreso senza ostacoli a distribuire bonus.

Un maggior ritegno nella concessione dei bonus è stato chiesto pure da Pascale Bruderer Wyss, presidente della Camera del popolo. Certi modelli di remunerazione, ha detto, generano problemi siccome incitano i manager ad assumere rischi eccessivi, con gravi danni per l'economia e la società.

La situazione è tutt'altro che rassicurante e la pace sociale in Svizzera è in pericolo, ha affermato la consigliera federale Micheline Calmy-Rey nel suo intervento a Thun, nel canton Berna. Nel nostro paese - ha constatato la ministra socialista - i top manager sono molto meglio pagati che altrove e ciò solleva l'interrogativo di quanto valore si voglia dare al lavoro.

Il presidente del Partito socialista, Christian Levrat, ha da parte sua sottolineato che la disoccupazione in Svizzera (4,2% a fine marzo) non accenna a diminuire. Nessuno, ha deplorato, si preoccupa del fatto che sono i lavoratori a pagare più di tutti i costi della recessione. Ridurre le prestazioni dell'assicurazione contro la disoccupazione come vorrebbe fare la destra e il governo svizzero, ha aggiunto Levrat, è «indegno ed inefficace».

Come da consuetudine, il 1. maggio a Zurigo è stato marcato da scontri tra le forze dell'ordine e manifestanti, a margine del tradizionale corteo, al quale hanno partecipato 8'000 persone. Al lancio di bottiglie e petardi, la polizia ha replicato con gas lacrimogeni e proiettili di gomma.

Gli incidenti, scoppiati nel pomeriggio nel centro città, hanno portato al fermo di 353 persone, ha indicato la polizia municipale. Un ragazzo, colpito alla testa da una pietra, è stato ospedalizzato.

A Basilea, oltre un centinaio di manifestanti hanno causato danni ingenti a immobili e veicoli. La polizia ha arrestato 15 persone di età compresa tra i 17 e 41 anni.

Più pacifico il corteo svoltosi a Ginevra, dove tra le 1'500 e le 2'000 persone sono scese in piazza per denunciare i salari stratosferici dei dirigenti delle grandi imprese ed esprimere sostegno ai sans-papiers.

swissinfo.ch e agenzie


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