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Invasione di marmotte ai piedi del Cervino

Il motivo di un viaggio a Zermatt: il Cervino, la montagna più famosa della Svizzera. Keystone

«Che dolci!», affermano i turisti. «Da abbattere!», dice il canton Vallese. Nella località turistica di Zermatt, le marmotte sono diventate una piaga. I roditori tanto apprezzati dai visitatori provocano danni nei prati e nelle case.

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 settembre 2017 - 15:30
swissinfo.ch e Radio SRF, swissinfo.ch e Radio SRF

I turisti adorano questi animali e il loro fischio caratteristico. Le marmotte sono tra i soggetti fotografici più ricercati durante un viaggio in Svizzera. A Zermatt c’è persino un sentiero delle marmotte e ogni edicola vende delle cartoline postali raffiguranti il celebre roditore.

Sugli animali incombe però una grande minaccia. Nelle Alpi, le marmotte vivono solitamente diverse centinaia di metri al di sopra del limite del bosco. Quelle della regione di Zermatt, in Vallese, scendono però fino in paese, dove causano grossi danni ai prati dei contadini. Ma non solo lì.

«Se si lascia la porta del balcone aperta, le marmotte entrano in casa. Scavano anche sotto i muri portanti», racconta alla Radio pubblica svizzero tedesca SRF Romy Biner-Hauser, sindaco di Zermatt. Per lei è chiaro: «Ora bisogna fare qualcosa. Non si può andare avanti così».

Un pericolo per persone e animali

Il motivo del comportamento insolito delle marmotte sembra essere un sovrappopolamento nella valle. Gli animai si sono riprodotti eccessivamente e ora costruiscono le loro tane nei prati dei contadini.

«È probabile che all’origine vi sia un calo della pressione venatoria», ritiene Peter Scheibler, a capo dell’Ufficio Caccia, Pesca e Animali Selvatici del canton Vallese. Inoltre, prosegue, il fatto di vivere in zone abitate offre alle marmotte una protezione ottimale siccome non ci sono predatori nelle vicinanze.

A subire le conseguenze maggiori di questo sovrappopolamento sono i contadini di Zermatt. Paul Julen, pastore e agricoltore biologico, non può più utilizzare uno dei suoi prati a causa delle numerose buche scavate dalle marmotte. «Quando ci sono molte buche, il rischio di incidenti è molto alto», spiega, raccontando di quando ha quasi perso due agnellini appena nati che erano appunto caduti in una buca.

Licenza di uccidere

Il canton Vallese ha così deciso di procedere all’abbattimento delle marmotte per regolarne la popolazione. «Finora, il guardacaccia responsabile a Zermatt ha ucciso diverse decine di marmotte», indica Scheibler.

Una decisione, quella di eliminare gli animali, che i turisti fanno fatica ad accettare. «È un peccato che si debbano uccidere animali così dolci. Non sono d’accordo», dice una turista americana. «Sono animali che vanno lasciati in pace», le fa eco una turista inglese.

La prossimità con gli esseri umani protegge la marmotta dai predatori. Keystone

Il direttore del turismo di Zermatt, Daniel Luggen, capisce le preoccupazioni dei visitatori. Ma pure le inquietudini dei contadini. «È un conflitto tra l’agricoltura e il turismo», dice.

Per contrastare il problema del sovrappopolamento delle marmotte, l’abbattimento controllato da parte del guardacaccia non è però sufficiente. Per questo motivo, l’ufficio cantonale competente intende redigere un regolamento che consente ai cacciatori di sparare alle marmotte anche al di fuori della stagione venatoria.

Presto, il problema delle marmotte a Zermatt si risolverà ad ogni modo in maniera naturale. Almeno fino alla prossima primavera. Con le prime ondate di freddo, gli animali andranno infatti in letargo.

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