Una politica nazionale contro l'alzheimer

In Svizzera circa 100'000 persone soffrono di demenza ed entro il 2030 rischiano di raddoppiare. Per fronteggiare quest'evoluzione, l'Associazione Alzheimer Svizzera (ALZ) ha lanciato un appello in favore di una strategia coordinata a livello nazionale.

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 maggio 2009 - 17:06

Attualmente il 60% delle persone colpite da demenza vive a casa e viene aiutato dai familiari, ha spiegato venerdì Myrtha Welti, presidente di ALZ. A suo avviso ciò rispecchia la volontà dei pazienti e costituisce una soluzione meno costosa rispetto alle case di cura.

In futuro - ha osservato Welti in una conferenza stampa a Berna - sarà però sempre più difficile curare i pazienti a casa: le persone che vivono da sole tendono ad aumentare e i familiari sono meno disponibili, in particolare a causa del lavoro.

Di conseguenza vi sarà una domanda crescente di posti di cura e un'esplosione dei costi, ha avvertito il deputato socialista alla camera bassa del Parlamento Jean-François Steiert. Secondo il suo collega popolare democratico Reto Wehrli, i costi ammonteranno a oltre 10 miliardi di franchi all'anno.

Per Steiert ci vuole quindi una politica nazionale, maggiormente coordinata, contro la demenza.

L'ALZ intende raggiungere tale obiettivo in due modi: da un lato con un manifesto, firmato da 15'000 persone e consegnato al Dipartimento federale dell'interno, che chiede di migliorare le condizioni quadro per curare i pazienti a casa, ad esempio promuovendo le diagnosi precoci, potenziando le terapie, rendendo più accessibili le cure e sgravando i familiari.

D'altro lato, Steiert e Wehrli intendono inoltrare una mozione che esorta la Confederazione a mettere in piedi una strategia nazionale e un monitoraggio costante dei costi provocati dalla demenza.

swissinfo.ch e agenzie

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