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Agricoltura svizzera: l’emorragia continua

L'agricoltura svizzera continua a perdere pezzi. Fra il 2007 e il 2008 ben 870 aziende hanno chiuso i battenti e il settore ha perso 4'500 posti di lavoro. I più colpiti dall'erosione sono i piccoli contadini.

Secondo le cifre pubblicate martedì dall’Ufficio federale di statistica (UST), in Svizzera si è precipitati da 100mila aziende agricole nel 1985 a 60’894 nel 2008. Una discesa libera che non risparmia più neppure le produzioni biologiche. Dopo uno sviluppo di questo segmento fino al 2005, negli ultimi tre anni si è registrata un’inversione di tendenza. L’anno scorso il numero di queste aziende è diminuito di oltre 200 unità, scendendo così sotto la soglia di 6’000.

Il numero di persone attive nel settore agricolo svizzero è slittato a 168’530.

D’altra parte si è confermata anche l’evoluzione verso l’estensione delle dimensioni medie delle aziende agricole. La quota di quelle di oltre 20 ettari è cresciuta, mentre la parte di quelle inferiori ai 10 ettari si è ridotta.

La superficie agricola si è ulteriormente ristretta: l’anno scorso ha perso altri 2’100 ettari.

In crescita è risultato il numero di animali allevati. Mentre per maiali, ovini e volatili la crescita è praticamente costante dal 1996, per i bovini l’evoluzione nel corso degli anni è stata altalenante. Dal 2007 al 2008, si è registrata un’impennata di circa 19mila capi supplementari.

swissinfo.ch e agenzie

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