Quando dormire diventa un’esperienza
L'agriturismo in Svizzera non mette dei limiti alla propria fantasia. Le idee sono innovative e a volte davvero stravaganti, come quella di un contadino di Nennigkofen, nel canton Soletta, che affitta camere in un campo di mais. Reportage.
Da bambini, nei campi di granoturco si giocava a nascondino, percorrendo di corsa gli immaginari sentieri tra le fila di piante. Era un gioco divertente e proibito. Si entrava senza farsi notare dal contadino. Si usciva, a volte pieni di pidocchi delle piante, con una pannocchia per tasca e sempre con la paura di essere beccati in flagrante.
Ora, il campo di granoturco è anche una stanza a cielo aperto, con un soffitto di stelle e le pareti d’inchiostro. È il profumo di balle di paglia che fungono da materasso. È il frusciare delle foglie delle piante di mais mosse da refoli notturni. È il silenzio che amplifica ogni rumore.
Seminare stanze d’albergo
Oggi, è infatti possibile dormire nel mais. Herbert Schleup, contadino di Nennigkofen, comune nel canton Soletta, semina ogni primavera un hotel in un campo. Lì, dove devono sorgere 15 camere, stende un tappeto di feltro coperto da trucioli di legno, per impedire alle piantine di granoturco di germogliare. Le pareti delle stanze crescono da sé; bastano sole e acqua. L’arredamento e il tetto arrivano d’estate. Herbert e la moglie Erika Bader portano un letto di ferro, balle di paglia per il materasso, ceppi di tronco quali tavolini da notte e un gazebo per proteggere gli ospiti dalla pioggia.
«L’hotel nel mais è un posto per nostalgici, per chi vuole vivere un’avventura speciale nella natura», afferma la padrona del Maishotel. Ogni anno, l’albergo registra circa 900 pernottamenti. I clienti provengono dalla Svizzera tedesca o francese. C’è anche chi è pronto a percorrere centinaia di chilometri per vivere l’esperienza di dormire circondato dalla pianta originaria del Nuovo Mondo e sotto la volta celeste. «Un gruppo di francesi di Lione ha pernottato da noi la scorsa notte. Hanno voluto festeggiare la festa nazionale nel nostro albergo», racconta Erika.
L’idea del Maishotel è venuta circa cinque anni fa al direttore dell’ufficio del turismo di Bienne e della regione dei laghi, Samuel Kocher. L’iniziativa, denominata Cornfield Openairhotel, partita in sordina con un solo albergo, quello di Nennigkofen, ora è stata abbracciata da due altri contadini: uno di Sutz-Lattrigen, l’altro di Estavayer-le-Lac.
Il campo delle possibilità è infinito
Questa non è però certo l’unica offerta per turisti sbocciata nel mondo agricolo negli scorsi anni. In Svizzera, infatti, sempre più contadini diventano imprenditori innovativi, inventandosi operatori turistici per sbarcare il lunario, per cercare entrate alternative a quelle classiche.
E gli agricoltori sono molto inventivi. Basta dare un’occhiata alle proposte presentate sui siti “Vacanze in fattoria” (Ferien auf dem Bauernhof), “Avventura sulla paglia” (Schlaf im Stroh) o “Turismo rurale” (Tourisme rural), le tre maggiori organizzazioni nazionali attive in questo settore. La paletta è talmente ampia e diversificata che l’internauta ne esce stordito. C’è di tutto e di più.
Si può pernottare in appartamento, sull’alpe, in tepee, in albergo in aperta campagna, dormire sul fieno, sulla paglia, in una iurta mongola, in una botte come il filosofo greco Diogene o in cima ad un albero come il Barone Rampante. È possibile visitare una fattoria, salire in groppa a muli, asini o lama, fare passeggiate benefiche in un torrente, nel fango, nell’erba o attraverso un labirinto di fiori o erbe aromatiche, immergersi nel siero di latte, seguire corsi di ginnastica o fine settimana creativi.
Questa foresta di iniziative risponde al desiderio di lasciare per alcuni giorni il tapis roulant della vita quotidiana, della velocità misurata a megabyte e di ritrovare la natura. L’offerta agrituristica Schlaf im Stroh, Ferien auf dem Bauernhof e Tourisme rural suscita sempre quindi un grande interesse. Ogni anni le aziende agricole affiliate a queste tre organizzazioni nazionali registrano tra 260’000 e 300’000 pernottamenti.
L’unione fa la forza
Il potenziale non è stato però certo esaurito. Se paragonata all’offerta agrituristica presente in altri Stati confinanti, la Svizzera ha ancora molta strada da percorrere. Al momento, le aziende agricole elvetiche a puntare sull’agriturismo sono circa 3’000, in Germania sono 25’000, in Austria 15’500. Queste cifre si riflettono anche sui pernottamenti in fattoria, il cui numero, se paragonato alla cifra complessiva nell’albergheria, raggiunge meno dell’1% in Svizzera, quando invece in Austria è quasi del 4%.
«L’agriturismo elvetico è ancora molto giovane. Nel Tirolo o in Baviera, invece, ha una lunga tradizione. Da noi si è sempre puntato molto sull’albergheria tradizionale», afferma Olivier von Allmen, direttore dell’ufficio Agroturismus Svizzera.
Per tentare di colmare questo divario, dal 2011 le tre maggiori organizzazioni nazionali si sono quindi unite in una sola struttura, Agroturismus Schweiz, appunto. «L’obiettivo nei prossimi anni è di creare un unico marchio dell’agriturismo elvetico, professionalizzando il marketing, la distribuzione e i controlli di qualità. Inoltre, stiamo sviluppando delle sinergie con Svizzera Turismo affinché le offerte del mondo rurale abbiano maggiore visibilità in internet».
Autentico, vicino alla natura e agli animali e tipicamente svizzero, sono i tre assi nella manica dell’agriturismo svizzero secondo von Allmen. «Il potenziale per crescere esiste. Dobbiamo soltanto risvegliare l’interesse delle persone che vivono in città e avvicinarle al mondo contadino», sottolinea.
Se il futuro dell’agriturismo svizzero è ancora in parte tutto da scrivere, il destino del Maishotel a Nennigkofen era invece già segnato al momento della semina. A fine estate, quando le notti si faranno più fredde e umide, finirà infatti nelle fauci di una falciatrice meccanica. Delle quindici stanze, rimarrà soltanto la volta celeste, che le attenderà immutata anche l’anno seguente.
Gli albori dell’agriturismo risalgono a metà degli anni Settanta dello scorso secolo. L’inizio istituzionale data 1979, quando è stata fondata l’associazione del turismo rurale di Neuchâtel (Association neuchâteloise du tourisme rural).
Altre tappe importanti sono state:
– 1980: creazione della federazione del turismo rurale della Svizzera francese, l’unione delle associazioni presenti nei cantoni di Friburgo, Vaud e Neuchâtel.
– 1988: nasce “Vacanze in Fattoria” (Ferien auf dem Bauernhof)
– 1994: viene fondata l’associazione “Avventura sulla paglia” (Schlaf im Stroh) e Touruval, associazione vallesana di turismo rurale
– 2000: in Ticino si inizia a promuovere a livello cantonale l’agriturismo
– 2004: nasce Turismo rurale, tourisme-rural.ch
– 2011: creazione dell’organizzazione ombrello Agroturismus Svizzera.
Al momento, in Svizzera si può pernottare in un hotel nel granoturco a Nennigkofen, Sutz-Lattrigen e Estavayer-le-Lac, nella regione del laghi (Seeland).
Gli alberghi sono aperti da giugno a settembre.
L’arredamento delle stanze è composto da un letto in metallo con materasso di balle di paglia, mobili naturali e una tenda. Vi si accede seguendo un labirinto e la loro dimensione è di circa 36 metri quadrati.
I servizi igienici si trovano all’esterno del campo di grano, dove c’è anche la possibilità di accendere un fuoco di campo.
A volte, nel maishotel vengono organizzate serate speciali, quali rappresentazioni teatrali all’aperto, cene a tema o concerti.
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