Sorgerà in Ticino il primo centro di controllo sul traffico pesante

Il centro di Sigirino non è inteso come area di sosta per impedire la formazione di ingorghi alla dogana di Chiasso Keystone

Il Dipartimento federale dei trasporti (DATEC) ha infatti dato il nullaosta al progetto per la realizzazione del centro a Sigirino. La struttura, adibita ai controlli tecnici e chimici dei veicoli e dei loro carichi, non potrà però essere una soluzione all'attuale situazione d'emergenza.

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 aprile 2001 - 11:46

È quanto sostiene non il direttore della Divisione delle costruzioni Carlo Mariotta, membro della task force, commentando l'annuncio con cui il DATEC dà luce verde ala realizzazione del centro di controllo, previsto in relazione all'Accordo bilaterale sui trasporti terrestri.

Nel comune ticinese «potrà così essere istituita una parte delle aree di sosta prevista dalla task force», indica il DATEC in un comunicato. Un abbinamento a una tematica di stretta attualità che desta stupore al Dipartimento cantonale del territorio (DT). Il centro di Sigirino non è una soluzione di immediata esecuzione ed è previsto per funzioni di controllo, ha sottolineato Carlo Mariotta.

A suo avviso, legarlo alla problematica d'attualità - nel modo fatto dal DATEC nel comunicato - è dunque «fuorviante». «Oggi come oggi Sigirino non serve a nulla»: non è una soluzione a una situazione d'emergenza, poiché la realizzazione richiede tempi lunghi.

Il centro necessiterà automaticamente anche di un'area di sosta connessa ai controlli. Ma ciò non significa che sia un'area di parcheggio per i camion in attesa di poter riprendere il transito in direzione della dogana di Chiasso. Mariotta non esclude che in futuro possa esserci spazio anche per quello, ma presentarlo come tale per il momento è «speculativo».

Secondo il vicedirettore dell'Ufficio federale delle strade (Ustra) Willy Burgunder, forse già fra due o tre mesi il progetto potrà essere messo in consultazione. I tempi di realizzazione dipenderanno poi da eventuali ricorsi: se non ci saranno opposizioni, tutto procederà rapidamente; se invece la costruzione verrà osteggiata, la concretizzazione dei piani potrebbe richiedere anche qualche anno, ha spiegato Burgunder.

Il DT prevede in ogni caso che non potrà essere concluso prima di due anni o due anni e mezzo. L'area è attualmente invasa da migliaia di metri cubi di detriti del cantiere dell'Alptransit, puntualizza Mariotta, per cui prima di poter avviare la costruzione del centro di controllo saranno necessari grossi lavori di sgombero.

Il centro sarà dotato delle infrastrutture necessarie per controlli tecnici e chimici dei veicoli e dei loro carichi. A termine è prevista la creazione di una quindicina di centri di controllo distribuiti in tutta la Svizzera. A questi si aggiungerà una serie di installazioni provvisorie per effettuare controlli mobili, ha detto Willy Burgunder.

Con la costruzione di questi centri si entrerà nella seconda fase del rafforzamento dei controlli del traffico pesante, deciso come misura d'accompagnamento all'aumento dei limiti massimi di peso previsti dagli accordi con l'Unione europea. La prima fase è già in corso di attuazione: le polizie stradali di 22 cantoni - fra cui il Ticino - eseguono controlli supplementari, senza aumenti di effettivi.

Per questi compiti, la Confederazione versa un contributo finanziario ai cantoni sulla base di una tariffa oraria: in totale per il 2001 sono preventivati 10 milioni di franchi per 62mila ore supplementari. In Ticino sono previste 2500 ore per complessivi 500mila franchi.

L'intesa è stata sottoscritta da tutti i cantoni situati lungo gli assi della A1, della A2 e della A13. L'obiettivo è di scoraggiare gli abusi da parte degli autotrasportatori, nonché di rendere la ferrovia più competitiva per il trasporto delle merci, ha indicato il vicedirettore dell'Ustra.

swissinfo e agenzie

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