Sul turismo in Ticino la minaccia dei Tir

Immagini che potrebbero ripetersi nei prossimi giorni sull'asse autostradale nord-sud Keystone

Per il settore turistico ticinese si annuncia una Pasqua da boom. Centomila gli arrivi previsti nel cantone per queste festività. Ma dopo le colonne di mezzi pesanti degli ultimi giorni che hanno causato notevoli disagi per la circolazione stradale, albergatori e ristoratori temono che l'effetto Tir possa frenare l'esodo verso sud dei vacanzieri.

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 aprile 2001 - 18:27

A qualche giorno dell'inizio delle vacanze pasquali negli hotel ticinesi si registra quasi il tutto esaurito, altrettanto massiccio dovrebbe essere l'afflusso verso le case di vacanza soprattutto nel Locarnese. Gli operatori turistici incrociano le dita per la paura che all'ultimo momento vengano annullate migliaia di prenotazioni a causa degli estenuanti rallentamenti sull'autostrada Airolo -Chiasso. Si spera che le misure decise dalla task-force federale "Camion in transito", ossia l'apertura non stop della dogana di Brogeda da mercoledì a Venerdì Santo, permettano di smaltire più rapidamente il passaggio dei Tir. Giovedì la prova del nove con la prima grande ondata di traffico.

Preoccupazioni più che fondate visto quanto è successo sabato scorso quando al Nord del San Gottardo e lungo l'asse del San Bernardino le code hanno raggiunto i 15 chilometri, con tempi di attesa di quasi cinque ore. Come se non bastasse, a dissuadere i turisti dal far rotta verso sud ci si è messo anche il Sonntagsblick che ha sconsigliato di avventurarsi in Ticino per le feste pasquali, suggerendo a chi volesse farlo ad ogni costo di attrezzarsi di giornali e libri per ingannare il tempo durante le soste forzate e di una scorta di acqua minerale per non rischiare la disidratazione. Uno scenario da inferno autostradale rafforzato dalle dichiarazioni alla SonntagsZeitung del capo della polizia del Canton Uri, Reto Habemarmacher, che ha invitato tutti a restarsene a casa.

" Questo non è il modo migliore per affrontare il problema" commenta Giuseppe Stinca direttore di Ticino Turismo. "E' un atteggiamento che nuoce non solo al nostro cantone ma a tutta la Svizzera, poiché chi ha deciso di passare qualche giorno di vacanza al sole, se non viene da noi prende l'aereo e vola verso qualche altro paese".

Secondo Stinca il caos stradale e la campagna che viene fatta oltre Gottardo sono un cocktail micidiale per il turismo: "Ogni anno in coincidenza con l'aumento del traffico pesante si nota un sensibile calo dell'attrattività turistica del cantone. E questa volta gli effetti potrebbero essere devastanti con la cancellazione di migliaia di prenotazioni. Un danno enorme per albergatori e ristoratori". Tanto più che solo i grandi hotel chiedono una caparra al momento della riservazione, quelli di categoria inferiore resterebbero coi registri pieni ma le camere vuote.

Stinca nei giorni scorsi ha scritto a Berna, per denunciare l'insostenibilità della situazione viaria proprio all'apertura della stagione turistica, sollecitando, in sintonia con la richiesta del governo Ticinese, il blocco totale del transito dei Tir dalle ore 12 di giovedì sino al lunedì 16 aprile.

Ora nel cantone si guarda con un certo scetticismo alla decisione della task-force. Forse buona per tamponare l'emergenza di questi giorni ma non a risolvere un problema che col passare dei mesi è destinato a peggiorare ancora. E si suggeriscono diverse soluzioni, come l'uso di bus navetta che dalle aeree di sosta a nord accompagnerebbero gli autisti dei camion sino alla dogana di Brogeda per il pagamento della tassa sul traffico pesante, accelerandone così il transito, o quella di realizzare un mega parcheggio con un ufficio doganale volante nell'area dell'ex acciaieria Monteforno a Bodio.

Alla Confederazione si rimprovera di aver sottovalutato l'impatto del via libera ai camion di oltre 28 tonnellate, di aver cercato di tenere testa alla valanga dei Tir con l'improvvisazione, senza una strategia precisa.

Intanto, la decisione di aprire di notte la dogana ha già sollevato un coro di proteste. Decisamente contrari sono i sostenitori dell'Iniziativa delle Alpi e l'Associazione traffico e ambiente che la ritengono un primo e pericoloso passo verso l'abolizione del divieto del transito notturno per i camion. Sulla fascia di confine per protestare si scende in piazza.

Il Comitato italiano AntiTir e l'associazione Sos Ambiente di Mendrisio hanno preannunciato per mercoledì una manifestazione al grido "Non rubateci la notte".

Libero D'Agostino

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