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Svizzera: parecchie nuvole

Ricordando che il clima economico non sia dei migliori, in Svizzera come all'estero (tranne eccezioni come la Cina che, almeno ufficialmente, continua a fornire dati incoraggianti) non si scopre di certo l'acqua calda.

Ormai da più di un anno l'economia elvetica annaspa. I risultati semestrali delle principali aziende, tranne alcune eccezioni (Novartis o Nestlé ad esempio) deludono gli analisti.

Settori chiave per l'economia svizzera fanno i conti con il difficile momento: nel primo semestre 2002 l'industria delle macchine e dei beni industriali, maggiore esportatore elvetico, ha registrato un calo delle ordinazioni del 13.2%.

100'000 disoccupati

E la disoccupazione cresce. In settembre, l'annuncio è di venerdì, si è addirittura superata la soglia psicologica dei 100'000 senza lavoro, ciò che equivale ad un tasso del 2.8% (un anno fa si era all'1.7%).

"Un traguardo preoccupante ma spiegabile con fattori stagionali", relativizza Beat Schips, direttore del centro studi congiunturali di Zurigo (KOF). "Tuttavia è una tendenza inevitabile: perché l'occupazione aumenti, necessiteremmo di una crescita del PIL almeno dell'1.5%".

Cifre al momento utopiche. Forse, stando alle previsioni degli esperti, se ne riparlerà l'anno prossimo...

Marzio Pescia, swissinfo

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