Tassi al ribasso per difendere il franco

La Banca nazionale corre in soccorso del franco svizzero Keystone Archive

Per far fronte al rallentamento della crescita e il rafforzamento del franco svizzero sui mercati, la Banca nazionale svizzera ha tagliato i tassi di mezzo punto. Si tratta del secondo intervento nel giro di una settimana. Con la misura l'istituto d'emissione agisce per far fronte all'incertezza dei mercati.

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 settembre 2001 - 15:52

«Il rafforzamento del franco in un periodo di rallentamento della crescita economica è motivo di grande preoccupazione per la Banca nazionale», indica l'istituto di emissione in una nota diramata lunedì. La fascia di oscillazione del Libor a tre mesi scende così all'1,75 per cento, perdendo sul periodo il 2,75 per cento. La decisione è stata presa per affrontare il forte rialzo della valuta elvetica.

L'incremento del valore riflette l'incertezza politica, osserva la BNS. Sempre secondo il dispaccio diramato lunedì, non è ancora possibile dire per quanto tempo tale situazione durerà. La BNS segue da vicino l'evoluzione sui mercati delle divise e, se necessario, sfrutterà i margini di manovra a sua disposizione nel campo della politica monetaria.

Subito dopo l'annuncio del taglio dei tassi, il dollaro ha guadagnato circa mezzo centesimo rispetto al franco. Anche l'euro si è rafforzato leggermente. Alle ore 16.00 la valuta americana era negoziata a 1,5982 franchi, contro 1,5742 venerdì. L'euro nel contempo è salito da 1,4440 a 1,4632 franchi.

In mattinata di lunedì la BNS aveva già ritoccato il tasso «repo» (Repurchase Agreement) fissandolo al 2,25 per cento a 24 ore. L'istituto di emissione elvetico aveva già ridotto venerdì tale tasso al 2,43 per cento a un giorno e a una settimana, pari a un calo di 20 punti di base rispetto a giovedì.

Rudolf Walser, di economisuisse, ha osservato che la BNS ha reagito rapidamente all'impennata del franco. Ha aggiunto di sperare che il mercato dei cambi comprenderà il chiaro segnale inviato. Nella situazione attuale, un nuovo rialzo del franco sarebbe un veleno per un'economia «sull'orlo del precipizio».

L'allentamento della politica monetaria della Banca nazionale svizzera (BNS) è «molto positivo» secondo Serge Gaillard, segretario centrale dell'Unione sindacale svizzera (USS). L'istituto mostra la sua determinazione nella lotta contro la rivalutazione del franco, ha aggiunto Gaillard.

swissinfo e agenzie

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