Terremoto in Giappone, il bilancio sale a 30 morti
Sale a 30 morti il bilancio delle vittime della serie di terremoti che ha colpito la regione di Kyushu, in Giappone, secondo l'ultimo aggiornamento della premier nipponica, Sanae Takaichi.
(Keystone-ATS) Il dato include anche i decessi ancora al vaglio per accertarne la correlazione diretta con il sisma.
Le operazioni di ricerca proseguono nello stabilimento della Nippon Paper Industries a Yatsushiro, dove risulta ancora disperso un lavoratore. Il governo della prefettura di Kumamoto, che utilizza un proprio metodo di conteggio, parla invece di 17 morti accertati: otto nello stabilimento della cartiera e cinque nel centro commerciale Aeon di Kashima, colpito da un’esplosione dopo la scossa di magnitudo 7.1 registrata due giorni prima. Altre sei persone non avrebbero dato più segni di vita, ma con numerose abitazioni crollate nell’area colpita, si teme un ulteriore aumento delle vittime.
Il capo di gabinetto Minoru Kihara ha spiegato che la discrepanza tra i dati del governo centrale, basati su polizia e vigili del fuoco, e quelli della prefettura, che raccoglie i numeri comunicati dai singoli comuni, è dovuta alla diversità delle fonti.
Alla mattina di oggi, oltre 10’000 persone si trovavano nei centri di evacuazione, circa 23’000 famiglie risultavano senza elettricità e 75’000 senza acqua corrente. La compagnia ferroviaria Jr Kyushu ha comunicato che il servizio dello Shinkansen tra le stazioni di Kumamoto e Kagoshima-chuo resta sospeso per le difficoltà nel valutare i danni, mentre sono state cancellate anche le corse previste tra Chikugo-Funagoya, in prefettura di Fukuoka, e Kumamoto. La scossa di martedì aveva raggiunto il livello massimo, 7, della scala sismica giapponese nelle località di Uki e Hikawa, un’intensità alla quale, secondo l’Agenzia meteorologica nipponica, è impossibile restare in piedi o “muoversi senza strisciare al suolo”.