Turismo, Svizzera nona al mondo per competitività
La Svizzera figura tra i paesi con le migliori condizioni quadro per il turismo a livello globale.
(Keystone-ATS) Sulla base dell’indice TTDI (Travel & Tourism Development Index) pubblicato dal Forum economico mondiale (WEF) in collaborazione con il gruppo assicurativo Zurich il paese di Guglielmo Tell si piazza al nono posto tra 110 economie esaminate
A guidare la classifica è il Giappone, con 5,27 punti, seguito dagli Stati Uniti (5,23) e dalla Spagna (5,22). Seguono Australia (5,18), Francia (5,17), Germania (5,09), Regno Unito (5,08), Cina (5,00), Svizzera (4,97) e Italia (4,93). Il TTDI non misura la popolarità di una destinazione turistica, ma la qualità delle condizioni per uno sviluppo duraturo del settore dei viaggi.
Il Giappone ottiene il primo rango grazie a fattori come la cultura, le città e l’offerta ferroviaria, oltre alla riduzione delle barriere per i viaggiatori internazionali. Il paese riesce inoltre ad attrarre turisti anche fuori dagli agglomerati più noti e oltre l’alta stagione, contribuendo a ridurre il sovraffollamento in singole località.
Secondo lo studio, tra il 2024 e il 2026 le condizioni turistiche sono migliorate in quasi tutte le nazioni. Il maggior avanzamento – di dieci posizioni – è stato registrato dall’Albania, che si trova ora al 53esimo posto. Forti progressi vengono registrati anche da Vietnam, Laos, Qatar, Malaysia, Thailandia, Filippine, Marocco e Nepal.
“L’indice mostra che le condizioni favorevoli ai viaggi e al turismo sono ai livelli più alti dalla pandemia, con il 92% delle economie in miglioramento dal 2024”, afferma Ramya Krishnaswamy, dirigente presso il WEF, citata in un comunicato. “La fase successiva non consisterà semplicemente nell’attirare un maggior numero di visitatori, ma nel creare maggior valore investendo nelle persone, nelle infrastrutture e in una più forte collaborazione tra settore pubblico e privato, affinché il turismo apporti benefici duraturi alle comunità, alle imprese e alle destinazioni”.
L’Indice mostra inoltre che il turismo sta affrontando sfide sempre più impegnative. Tra il 2024 e il 2026, i viaggi sono diventati meno accessibili in tre economie su quattro, mentre gli investimenti nel turismo non sono riusciti a tenere il passo con l’aumento della domanda e la carenza di manodopera ha minacciato l’ulteriore crescita. Anche i benefici per le comunità locali si sono ridotti, evidenziando che un maggior numero di visitatori non si traduce automaticamente in migliori condizioni di vita o in posti di lavoro di qualità superiore, in particolare nelle destinazioni in cui il turismo è altamente stagionale.
“Il turismo è una componente fondamentale dell’economia globale e il TTDI evidenzia chiaramente che è la resilienza a mantenere intatto tale valore quando le condizioni cambiano”, osserva Cara Morton, manager di Zurich, le cui dichiarazioni sono a loro volta riportate nel documento per la stampa. “Questo tipo di resilienza richiede che le imprese e i governi si assumano congiuntamente le proprie responsabilità”.