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CSt:case secondarie, "senatori" ancora severi

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 novembre 2010 - 12:34
(Keystone-ATS)

BERNA - Il Consiglio degli Stati ha ribadito oggi e per la terza volta la propria severità in materia di limitazione alla costruzione di residenze secondarie. Le divergenze con il Nazionale, meno duro, non sono quindi appianate e per risolvere la vertenza dei cosiddetti "letti freddi" si ricorrerà a una conferenza di conciliazione.
La Camera dei Cantoni ha bocciato una proposta di Theo Maissen (PPD/GR) che, meno restrittivo, intendeva seguire il Nazionale. Dato che le posizioni delle due Camere sono inconciliabili, una conferenza di conciliazione è già stata fissata per la prossima settimana, ha indicato Rolf Schweiger (PLR/ZG) a nome della commissione preparatoria.
La revisione della Legge sulla pianificazione del territorio (LPT) da un lato ha lo scopo di servire da controprogetto indiretto all'iniziativa dell'ambientalista Franz Weber "Basta con la costruzione sfrenata di abitazioni secondarie!". Dall'altro intende facilitare l'abrogazione della cosiddetta Lex Koller, che impedisce alla persone residenti all'estero di acquistare beni immobili in Svizzera. Data l'importanza dei due oggetti è essenziale offrire un'alternativa credibile, ha aggiunto Schweiger.
Contrariamente alla Camera del popolo, quella dei Cantoni vuole che la Svizzera si doti di un catalogo di misure precise in materia di pianificazione del territorio. Si tratterebbe di limitare la costruzione di nuove residenze, di migliorare il loro tasso d'occupazione, di incoraggiare le case principali e un settore alberghiero a prezzi abbordabili. Il catalogo precisa pure la soglia a partire dalla quale il numero di residenze secondarie e principali non è più equilibrato.

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