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Malattie nosocomiali: una calamità nei paesi in via sviluppo

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 dicembre 2010 - 14:34
(Keystone-ATS)

GINEVRA - Le malattie nosocomiali rappresentano un'autentica calamità nei paesi in via di sviluppo: il rischio di essere colpito da un'infezione nell'ambito di cure mediche e sanitarie è due volte superiore a quello esistente nei paesi industrializzati, rivela uno studio - il primo del genere - svolto dagli ospedali universitari di Ginevra (HUG).
Pubblicato oggi dalla rivista "The Lancet" e condotto su incarico dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), lo studio sottolinea che l'impatto delle infezioni nosocomiali corrisponde a quello cumulato dell'Aids, della malaria e della tubercolosi. Esso genera costi enormi per i paesi in via di sviluppo.
Fra i maggiori fattori di rischio, gli esperti citano l'insufficienza d'infrastrutture adeguate, la mancanza di personale qualificato, l'ignoranza sulle regole di prevenzione, le cattive condizioni d'igiene e la fragilità delle popolazioni in cura.
In determinati ospedali, il fenomeno interessa un paziente operato su tre, sottolinea la dottoressa Benedetta Allegranzi, responsabile del programma dell'OMS "Clean care is safer care".

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