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Schindler ristruttura: 1770 posti soppressi a livello mondiale

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 ottobre 2011 - 17:19
(Keystone-ATS)

Viste le prospettive incerte, Schindler prevede una vasta ristrutturazione che si tradurrà nel taglio del 4% dell'organico, ossia di circa 1770 posti di lavoro a livello mondiale. La Svizzera sarà toccata solo marginalmente, ha detto all'ats Barbara Schmidhauser, portavoce del fabbricante di ascensori e scale mobili.

Un pacchetto di misure sarà messo in atto entro la fine del 2013. A fine settembre Schindler occupava 44'309 persone. Le cancellazioni di impieghi riguarderanno in particolare la Spagna, il Portogallo e gli Stati Uniti, ha precisato la portavoce.

"La Svizzera sarà colpita solo in modo marginale. Schindler prevede di ridurre gli effettivi dell'1% entro la fine del 2012, ciò che corrisponde a circa 30 impieghi, non sostituendo chi lascia l'impresa e procedendo a trasferimenti interni. Le unità di produzione di Ebikon (LU) e Locarno non sono toccate dalla ristrutturazione", ha aggiunto la portavoce.

Il gruppo lucernese aveva annunciato stamane, assieme alle cifre dei primi nove mesi, una ristrutturazione dovuta a prospettive economiche poco propizie. "Le prospettive congiunturali nel sud dell'Europa e negli Stati Uniti sono sfavorevoli. Ci attendiamo quindi una situazione difficile su tali mercati", osserva Schindler in una nota. Ragion per cui il gruppo ha deciso di adeguare le proprie strutture alla debole domanda di tali regioni.

La riorganizzazione dovrebbe permettere di economizzare circa 150 milioni di franchi all'anno. Comporterà d'altro canto costi pari a 70-100 milioni, essenzialmente messi a carico dei conti del quarto trimestre.

Tra gennaio e settembre Schindler ha registrato un utile netto di 528 milioni di franchi, di fatto lo stesso risultato dello scorso anno sullo stesso periodo (530 milioni). Nel terzo trimestre il risultato netto si è attestato a 175 milioni di franchi, contro 191 milioni nel periodo corrispondente dell'anno passato.

Per l'insieme dell'anno e tenuto conto dei costi della ristrutturazione, il gruppo dice di attendersi un utile, dopo imposte, tra 580 e 610 milioni. Il risultato netto nel 2010 si era fissato a 711 milioni.

Nei primi nove mesi dell'anno l'utile operativo è sceso del 7,7% a 661 milioni (+5% in valute locali), mentre i ricavi si sono fissati a quasi 5,7 miliardi di franchi, in flessione del 5,6%. In valute locali risulta un incremento del 6,3%.

Le nuove commesse ammontano a 6,2 miliardi di franchi, in calo del 6,4%. In valute locali sono in progressione del 5,4%. La domanda si è mostrata particolarmente sostenuta nella regione Asia-Pacifico.

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