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Il presidente serbo, Boris Tadic, ha sottolineato che Belgrado intende andare fino in fono nella collaborazione con il Tribunale penale internazionale dell'Aja (Tpi), arrestando Ratko Mladic e Goranb Hadzic, gli ultimi due criminali di guerra richiesti dalla giustizia internazionale.

"La politica di riconciliazione (nei Balcani) è una priorità poiché essa pone un imperativo strategico e morale. Per questo la Serbia continuerà a cooperare pienamente con il Tribunale penale dell'Aja", ha detto Tadic parlando oggi all'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa a Strasburgo. "Noi localizzeremo, arresteremo e consegneremo al Tpi gli ultimi due latitanti, compreso Ratko Mladic, come abbiamo fatto con gli altri 44 criminali di guerra negli ultimi anni", ha aggiunto come riferito dai media serbi.

La cattura di Mladic e Hadzic è stata posta dalla Ue come condizione per ulteriori progressi concreti della Serbia sulla strada verso l'integrazione nell'Unione. Mladic, ex capo militare dei serbi di Bosnia, è accusato di genocidio e crimini contro l'umanità in particolare per l'assedio di Sarajevo durante la guerra di Bosnia (1992-1995) e per il massacro di ottomila musulmani a Srebrenica nel luglio 1995. Hadzic, ex capo politico dei serbi di Croazia, è accusato anch'egli di genocidio e crimini di guerra.

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SDA-ATS