UE: Brunner, sospensione Schengen possibile in via eccezionale
"Ai sensi del nuovo codice frontiere Schengen, gli stati membri possono, in via eccezionale e temporanea, reintrodurre i controlli alle frontiere interne".
(Keystone-ATS) Lo ha affermato il commissario europeo agli affari interni Magnus Brunner nella conferenza stampa al termine della conferenza telefonica dei ministri dell’interno dei 27 sulla crisi di Ceuta, exclave spagnola circondata dal Marocco, teatro negli scorsi giorni di un episodio di immigrazione irregolare di massa.
Il nuovo codice frontiere Schengen è stato adottato dall’UE per garantire un’applicazione uniforme delle norme ai confini esterni ed interni dello spazio Schengen, di cui è membro pure la Confederazione.
Sulla sospensione di Schegen da parte dell’Italia verso la Spagna “c’è una valutazione che dobbiamo fare. È una misura che deve essere proporzionata e deve essere temporanea. Ci stiamo occupando della questione. La situazione, ovviamente, si è anche evoluta negli ultimi giorni. Ora c’è più chiarezza. Il governo spagnolo ha confermato che alcune persone sono rientrate in Marocco. Non era così quando l’Italia ha in qualche modo presentato le sue idee e ora non ci possono essere più movimenti secondari, quindi vedremo, è una valutazione da fare”, ha indicato Brunner.
“Ora le cose si sono evolute e ora sappiamo che le persone sono tornate. Questa è una buona notizia, il fatto che abbiamo il controllo su ciò che è accaduto lì al nostro confine esterno europeo”.
“Chiedo che questi controlli aggiuntivi vengano revocati immediatamente perché chiaramente non corrispondono a ciò che è stato riconosciuto” nel corso della videoconferenza, ovvero che “la zona Schengen non è mai stata in pericolo”, ha affermato il ministro dell’interno di Madrid Fernando Grande-Marlaska nel corso della conferenza stampa dopo tale videoconferenza.
Criticata regolarizzazione spagnola dei migranti
“La regolarizzazione” di oltre 600’000 migranti decisa dal governo spagnolo di Pedro Sanchez (Partito socialista operaio) “non è un buon segnale, assolutamente no. Non è un buon segnale per il resto d’Europa. Capisco che sia una competenza di uno stato membro e capisco che la Spagna l’abbia fatto perché si tratta principalmente di latinoamericani che parlano la stessa lingua e condividono la stessa cultura, ma il segnale per il resto d’Europa non è un buon segnale”, ha sottolineato Brunner.
“Non se ne è discusso stamattina” nella videoconferenza, in quanto, “non ci sono state vere e proprie critiche perché al momento non riusciamo a vedere un collegamento diretto tra la regolarizzazione e gli incidenti di Ceuta”.
Il ruolo delle autorità marocchine nella crisi di Ceuta “fa parte della nostra valutazione, ovviamente. La Spagna sta esaminando la questione in modo particolare e le indagini in corso in Spagna riguardano proprio questo argomento. Non posso entrare nei dettagli, dobbiamo attendere l’esito delle indagini”, ha poi riferito Brunner.
Puntare anche a procedure in paesi terzi
“È legittimo concentrarsi sui centri di rimpatrio ed è compito degli stati membri (dell’UE) realizzarli, ma concentriamoci anche sul concetto di paese terzo sicuro, il che significa che la procedura di asilo può effettivamente essere svolta al di fuori dell’Unione europea (UE), cosa che il paese terzo sicuro consente”, ha detto il commissario europeo.
“I centri di rimpatrio sono stati, ovviamente, menzionati dai cinque-sei paesi che stanno preparando i negoziati con i paesi terzi in merito”.
Quella di finanziare gli hub di rimpatri con fondi europei “è una questione che rientra nei negoziati per il prossimo quadro finanziario pluriennale. Credo che questa sia la strada da seguire, come ho già detto più volte: abbiamo creato il quadro giuridico per i centri di rimpatrio, anche nei regolamenti sui rimpatri, e restiamo ovviamente aperti a qualsiasi proposta”, ha aggiunto.
“La nostra priorità è collaborare con i partner lungo il percorso, su diversi concetti, anche per quanto riguarda le domande di asilo presentate al di fuori dell’Unione europea e guardando al futuro in termini di finanziamenti, ovviamente, le discussioni sul prossimo quadro finanziario pluriennale forniranno il contesto giusto su come sostenere e come il sostegno alle azioni dei paesi terzi possa essere strutturato al meglio nell’ambito delle più ampie partnership migratorie dell’Ue”.