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Ultimo saluto a Clay Regazzoni

"Ciao Clay", dice il casco di un giovane pilota di Kart Team di Lugano

(Keystone)

Un migliaio di persone hanno preso parte giovedì a Lugano ai funerali dell'ex pilota di Formula 1, morto venerdì scorso in un incidente stradale in Italia.

Tra i presenti anche Niki Lauda, Jackie Stewart, Emerson Fittipaldi e Peter Sauber, ex patron dell'omonima scuderia di Formula 1.

A partire dalle 13, una folla numerosa si è radunata attorno alla basilica del Sacro Cuore di Lugano, in prossimità dell'Università della Svizzera italiana.

Le numerose emittenti televisive svizzere e straniere presenti nella località a sud delle Alpi si sono precipitate all'arrivo dell'ex pilota brasiliano Emerson Fittipaldi, il quale è immediatamente entrato nella chiesa. È poi stato raggiunto dall'ex pilota italiano della Ferrari Arturo Merzario.

Oltre ad un imponente dispositivo delle forze dell'ordine, a Lugano erano presenti le autorità ticinesi, rappresentate per l'occasione dai consiglieri di Stato Luigi Pedrazzini, Marco Borradori e Marina Masoni.

Da mercoledì a giovedì, oltre mille persone hanno reso omaggio all'ex campione del mondo di Formula 1. A lui sono stati dedicati innumerevoli messaggi di simpatia e di affetto.

Il saluto degli ex piloti

Al funerale si è pure presentato lo scozzese Jackie Stewart, accompagnato dalla moglie. La coppia, giunta direttamente dalla Gran Bretagna, è apparsa molto commossa. «Vogliamo molto bene a Clay», ha dichiarato l'ex pilota.

L'ex campione austriaco della Ferrari Niki Lauda, molto vicino a Clay Ragazzoni, è entrato nella basilica passando da una porta laterale. Sulla soglia, si è tolto in segno di rispetto il suo inseparabile cappellino rosso.

Lauda, che si era gravemente ustionato al viso durante una gara negli anni '70, era accompagnato dallo svizzero Peter Sauber, ex patron dell'omonima scuderia di Formula 1.

Una strada in suo ricordo

Il corridore ticinese è stato in seguito inumato nella tomba di famiglia al cimitero di Porza, a pochi chilometri da Lugano. Solamente i parenti e gli amici intimi hanno assistito alla sepoltura.

Separato dalla sua prima moglie, Maria Pia, Gianclaudio Ragazzoni aveva un figlio ed una figlia. Dalla fine degli anni Ottanta viveva nel sud della Francia con la sua compagna, sebbene soggiornasse molto frequentemente anche nel suo villaggio natale.

In futuro, una strada o una piazza di Lugano potrebbero portare il suo nome. Più di 40 consiglieri comunali hanno depositato una mozione in questo senso.

Morto sul colpo

Clay Ragazzoni è morto sul colpo a 67 anni durante un incidente stradale avvenuto venerdì scorso su un'autostrada italiana.

Mentre si stava recando ad una festa del «Club Italia», un gruppo di collezionisti d'auto, il veicolo di Regazzoni è entrato in collisione con un autocarro nei pressi di Parma.

Secondo le prime conclusioni dell'autopsia, nessun elemento indica che il ticinese sia stato vittima di un malore o di un infarto.

swissinfo e agenzie

Clay Regazzoni

Figlio di un carrozziere, Gianclaudio "Clay" Regazzoni è nato il 5 settembre 1939 a Lugano.

Il suo esordio in Formula 1 risale al 1970 con la Ferrari.

Alla quinta corsa vince il Gran Premio di Monza, davanti a 200'000 spettatori, di cui 40'000 svizzeri venuti apposta per lui.

Nel 1980, un brutto incidente a Long Beach (Stati Uniti) lo costringe per sempre sulla sedia a rotelle.

Prima del tragico epilogo, nella sua carriera aveva collezionato un titolo di vice-campione del mondo nel 1974, vinto cinque Gran Premi: Monza due volte, Nürburgring (in Germania), Long Beach e Silverstone (USA), ed era salito sul podio 28 volte.

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