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USA/Giappone: dollaro sale di 0,23% su yen dopo azioni coordinate

Keystone-SDA

Il dollaro si rafforza sullo yen dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha confermato un'azione congiunta a favore della divisa nipponica.

(Keystone-ATS) Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha affermato che “non esiteremo a partecipare a ulteriori interventi congiunti”, osservando sulla rete sociale X che “l’amministrazione di Trump sostiene concretamente i partner di fiducia dell’America. La sicurezza economica è sicurezza nazionale, e l’alleanza tra Stati Uniti e Giappone poggia su entrambi i pilastri”. Pertanto, “le azioni coordinate sui cambi intraprese venerdì hanno contrastato i movimenti disordinati dello yen”.

Il Dipartimento del tesoro “resta vigile e in costante contatto” con le controparti nipponiche, il ministero delle finanze e la Banca del Giappone, ha aggiunto Bessent, per il quale la struttura della FIMA Repo Facility (Foreign and International Monetary Authorities Repo Facility), strumento gestito dalla Federal Reserve che consente alle autorità estere autorizzate di scambiare temporaneamente titoli del Tesoro ameriocano con dollari statunitensi, “rappresenta un’importante rete di sicurezza” e “auspichiamo un suo potenziamento” nei prossimi mesi.

“Sosteniamo con forza le misure decisive – sia di mercato sia monetarie – adottate dal Giappone per correggere la significativa sottovalutazione dello yen”, ha osservato il segretario al Tesoro.

Trump: segnale amicizia per Giappone

Gli USA stanno intervenendo “perché abbiamo ottimi rapporti con il Giappone. Siamo molto forti, molto, molto forti finanziariamente”, ha detto Trump confermando il sostegno alla moneta nipponica.

“La loro valuta si sta indebolendo e loro volevano un piccolo aiuto; noi ci siamo sempre per il Giappone. Il Giappone è stato molto corretto nei nostri confronti, fatta eccezione, ovviamente, per Pearl Harbor” (la base navale statunitense alle Hawaii attaccata il 7 dicembre 1941 dall’aviazione nipponica), ha aggiunto l’inquilino della Casa Bianca parlando sull’Air Force One (il nome radio dell’aereo dell’aviazione militare statunitense che trasporta il presidente degli Stati Uniti).

Trump, confermando che gli USA sono intervenuti a sostegno della valuta nipponica, ha definito la mossa un “segno di amicizia” che avrebbe portato però benefici finanziari sia all’economia statunitense sia a quella globale. Quella attuata da Washington e Tokyo è stata un’azione coordinata e congiunta per sostenere lo yen, con un’azione che non si verificava da quasi trent’anni.

Gli Stati Uniti, ha aggiunto Trump, trarranno un “beneficio finanziario” da questa iniziativa, che è “positiva anche per l’economia mondiale”. Il presidente ha tuttavia precisato che “si è trattato, più di ogni altra cosa, di un segno di amicizia”.

Il quotidiano economico finanziario britannico Financial Times, citando fonti informate sulla vicenda, ha riferito che venerdì la Federal Reserve Bank di New York ha compiuto l’insolita mossa di vendere euro per acquistare yen, agendo per conto del Tesoro statunitense. L’intervento è giunto dopo che a luglio lo yen è sceso a quota 163,24 contro il dollaro, ai minimi dal 1986, sotto la pressione dei tassi di interesse americani più elevati, dell’aumento dei prezzi del petrolio e di persistenti deflussi di capitali.

Secondo le stime degli analisti citati dal quotidiano di Londra, l’intervento del Giappone potrebbe aver raggiunto un totale di 8450 miliardi di yen (42,7 miliardi di franchi). Il quotidiano economico di Torkyo Nikkei ha stimato l’importo in una forchetta compresa tra i 6000 e i 7000 miliardi di yen.

Tokyo: non esiteremo ulteriori interventi

La ministra delle finanze giapponese Satsuki Katayama ha confermato la mossa congiunta con gli USA a tutela dello yen. Venerdì, il suo ministero ha infatti “acquistato yen giapponesi in coordinamento con il Dipartimento del tesoro statunitense”, ha riferito in una nota.

“Questa azione congiunta ha contrastato l’eccessiva volatilità e i movimenti disordinati dello yen giapponese negli ultimi mesi”, ha osservato Katayama, assicurando che “non esiteremo a condurre ulteriori interventi congiunti”.

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