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VD: circa 3500 funzionari manifestano per indicizzazione salari

I sindacati intendono affrontare la questione dell'indicizzazione degli stipendi della funzione pubblica e del settore parapubblico in occasione dell'incontro con il governo vodese previsto il 23 febbraio. Keystone/LAURENT MERLET sda-ats

(Keystone-ATS) Circa 3500 dipendenti del settore pubblico e parapubblico vodesi hanno manifestato questa sera a Losanna a conclusione di una giornata di agitazione, la quarta nell’arco di quasi due mesi, per ribadire la richiesta di un’indicizzazione completa dei salari.

I manifestanti si sono riuniti a Place St-François e da lì hanno sfilato in corteo in direzione della Place du Château alla Cité, passando per la Place de la Riponne. All’origine del movimento di protesta vi sono tre sindacati, il Sindacato dei servizi pubblici vodese (VPOD-SSP Vaud), la Federazione sindacale SUD e la FSF Vaud.

Secondo una stima di Keystone-ATS alla mobilitazione di questa sera hanno partecipato circa 3500 persone, un numero inferiore rispetto a quelle affluite alla precedente manifestazione del 31 gennaio, quando la polizia aveva valutato la presenza di 5000 persone, nel momento di maggiore affluenza, mentre i sindacati avevano avanzato la cifra di 10’000.

La mobilitazione odierna non è stata caratterizzata solo dalla manifestazione ma anche da uno sciopero a cui hanno aderito in particolare gli insegnanti. Secondo i dati forniti dal Dipartimento cantonale dell’istruzione e della formazione professionale (DEF), alle ore 13:00, erano circa 1500 gli insegnanti ad aver incrociato le braccia, un numero in calo rispetto ai 2150 del 31 gennaio e quasi uguale a quello del 23 gennaio (1700). Ventinove istituti della scuola obbligatoria (su 93), rispetto ai 43 e 30 rispettivamente delle ultime due volte si sono mobilitati in vari modi, ha precisato il DEF.

Anche il Centro ospedaliero universitario vodese (CHUV) di Losanna si è mobilitato nuovamente, anche se in misura minore rispetto al 31 gennaio: a metà giornata poco meno di 150 dipendenti hanno partecipato a un raduno sindacale per circa 30 minuti davanti all’edificio principale. A fine gennaio avevano preso parte al raduno, durato 45 minuti, circa 250 dipendenti del CHUV.

Nel corso della giornata di agitazione i tre sindacati all’origine del movimento di protesta hanno indicato di aver ricevuto una nuova lettera dal Consiglio di Stato nella quale viene ribadito l’invito a un incontro il 23 febbraio e che “questo incontro sarà anche un’opportunità per il Consiglio di Stato di ascoltarvi sulle questioni per voi importanti”. Questa ulteriore missiva è “una piccola apertura, una piccola breccia”, ha dichiarato a Keystone-ATS David Jeanquartier, segretario generale della Federazione delle società di funzionari (FSF Vaud), a margine del raduno sindacale al CHUV. “Affronteremo quindi la questione dell’indicizzazione” degli stipendi della funzione pubblica e del settore parapubblico all’aumento del costo della vita, ha dichiarato.

I sindacati ritengono che l’adeguamento dei salari dell’1,4% a partire dallo scorso primo gennaio, annunciato l’8 dicembre dal Consiglio di Stato per i funzionari statali e i dipendenti del parapubblico, sia insufficiente, data un’inflazione del 3% tra ottobre 2021 e ottobre 2022.

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