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Apertura al consumo di canapa

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Primo passo agli Stati per la depenalizzazione dello spinello. Grande convergenza sul disegno di legge.

“Farsi una canna” non dovrà più essere un delitto. Il Consiglio degli Stati ha adottato la depenalizzazione del consumo di cannabis nel quadro della revisione della legge sugli stupefacenti.

Approvando per 25 voti a 0 la revisione, i senatori hanno compiuto, come prima camera, un passo verso la legalizzazione dello spinello in Svizzera. La principale novità della legge riguarda infatti l’autorizzazione del consumo di cannabis e dei suoi derivati per l’uso personale.

La depenalizzazione non significa però in alcun modo che il consumo di questa sostanza venga approvata, ha precisato Christine Beerli a nome della commissione.

Diverse ragioni spingerebbero tuttavia ad eliminare le attuali norme restrittive. Innanzitutto l’assunzione di cannabis non provocherebbe direttamente alcun danno alla salute e solo in casi estremi provocherebbe una dipendenza.

In Svizzera circa 300mila persone sono invece dipendenti dall’alcol e 1,4 milioni dalla nicotina, due sostanze che ogni anno causano per via diretta o indiretta 2500 e, rispettivamente, 8000 decessi, mentre non si registra nessun morto per cannabis, ha spiegato Beerli.

La repressione in questo ambito non ha inoltre dato i frutti sperati, tanto che oggi circa 87mila persone confessano di fumare quotidianamente un joint. Se da un lato si tratta di adeguare la legge alla realtà, dall’altro la prevenzione verrà rinforzata allo scopo di evitare la banalizzazione e gli abusi.

Contro la depenalizzazione completa

La depenalizzazione completa ha suscitato non poco scetticismo tra rappresentanti conservatori UDC ma anche tra alcuni senatori romandi. Di fronte alla revisione la liberale-radicale ginevrina Françoise Saudan ha parlato di un “profondo malessere”, mentre il PPD vallesano Simon Epiney un divieto fungerebbe comunque da importante segnale per i giovani.

Il socialista neocastellano Jean Studer ha così proposto di mantenere la proibizione, ma di combinarla ad un principio di opportunità secondo cui a determinate condizioni si potrebbe rinunciare al perseguimento penale. Una proposta bollata come “ipocrita” dalla maggioranza che l’ha respinta per 32 voti a 8.

La nuova legge sarà in generale più rigorosa rispetto alla pratica attuale. La coltivazione e la vendita di cannabis sarà in principio vietata ma potrà essere autorizzata a precise condizioni. I negozi potranno vendere soltanto quantità limitate e solo a persone di più di 18 anni, ciò che potrebbe portare alla chiusura di molti commerci attualmente tollerati. Rispetto al progetto del governo, il Consiglio degli Stati ha poi optato per un divieto assoluto per le droghe pesanti scartando l’idea di eccezioni per il consumo personale.

Un capitolo non contestato della revisione, ma ugualmente se non più importante, è quello che concerne la strategia della Confederazione in materia di droga. Per la prima volta è stata ancorata nella legge la “politica dei 4 pilastri” (prevenzione, terapia, riduzione dei rischi, repressione) come pure il trattamento di tossicodipendenze con la prescrizione di eroina.

Luca Hoderas

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