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Appello ai lavoratori coatti durante la seconda guerra mondiale

Centinaia di migliaia le persone toccate dall'accordo globale Keystone Archive

Zingari, testimoni di Geova, omosessuali e andicappati perseguitati durante il nazismo hanno diritto ad un risarcimento. Lo stesso vale per chi all'epoca è stato obbligato a lavori forzati in aziende svizzere. L'Organizzazione internazionale per le migrazioni ha messo in piedi un programma di risarcimento che si rivolge a queste persone.

In seguito all’accordo siglato lo scorso anno dalle banche svizzere e dai rappresentanti delle vittime dell’Olocausto davanti alle autorità giudiziarie statunitensi e al piano di ripartizione degli 1,25 miliardi di dollari contemplati dall’accordo, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) è stata incaricata di gestire i risarcimenti a tre delle cinque categorie di persone considerate.

Si tratta prima di tutto di persone di origine non ebraica – zingari, testimoni di Geova, omosessuali, andicappati fisici e mentali – che sono state vittime delle persecuzioni naziste e obbligate a lavori forzati per imprese tedesche o per il regime nazista.

Nelle categorie di competenza dell’OIM rientrano poi le persone obbligate a prestare lavori presso imprese svizzere o loro filiali, sia che fossero vittime della persecuzione nazista, sia che non lo fossero.

Infine, l’appello si rivolge alle persone di origine non ebraica – zingari, testimoni di Geova, omosessuali, andicappati fisici e mentali – che sono state vittime delle persecuzioni naziste e alle quali è stato rifiutato l’ingresso in Svizzera, che sono state espulse dopo esservi state ammesse o che vi sono state detenute o maltrattate dopo avervi cercato rifugio tra il 1933 e la fine della seconda guerra mondiale.

L’OIM, organizzazione basata a Ginevra, ha quindi messo in piedi un «programma relativo alle vittime dell’Olocausto» che prende avvio in questi giorni. Perché fare capo a questa organizzazione? «Perché disponiamo di una buona rete d’informazione in tutto il mondo», afferma Dirk De Winter, direttore del programma. «E perché lo scopo umanitario dell’operazione corrisponde alla missione dell’OIM».

Precisazione importante: i risarcimenti individuali ammontano a circa 1000 dollari e il termine per inoltrare le richieste di risarcimento è stato fissato per il mese di agosto o di settembre, a seconda della categoria in cui le persone rientrano. Dirk De Winter precisa che «l’OIM vuole rendere un servizio il più rapido, efficace ed umano possibile».

Data la complessità dell’operazione di risarcimento, il primo consiglio da rivolgere agli aventi diritto è quello di procurarsi il più rapidamente possibile tutte le informazioni necessarie. Possono farlo direttamente presso la sede dell’OIM. Un opuscolo informativo è a disposizione anche negli uffici nazionali dell’organizzazione. Inoltre c’è la possibilità di informarsi sulle pagine internet dedicate al programma (il collegamento è indicato in fondo a questo articolo). Anche swissinfo/Radio Svizzera Internazionale si associa alla campagna d’informazione.

Da ricordare che l’OIM gestisce simultaneamente due operazioni di risarcimento: da un parte il programma tedesco rivolto agli ex-lavoratori forzati, dall’altra il programma relativo alle banche svizzere. Dirk De Winter assicura che le domande rivolte all’uno o all’altro dei programmi saranno elaborate congiuntamente, sfruttando al massimo le sinergie interne.

L’OIM dispone già di numerose liste – parziali, ma comunque consultabili sul sito internet – di persone che hanno cercato rifugio in Svizzera negli anni in questione e di imprese svizzere o loro filiali all’estero che hanno fatto ricorso a manodopera coatta. Più di mezzo milione di persone recensite nel quadro dell’accordo globale sono state o saranno informate per posta sulle differenti procedure di risarcimento in corso.

swissinfo

Contatti:

Organizzazione internazionale per le migrazioni
Programma relativo agli averi delle vittime dell’Olocausto
17, Route des Morillons
Casella postale 71
CH – 1211 Ginevra 9
Svizzera

E-mail:
swissbankclaims@iom.int

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