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Armi illegali per il Kosovo

All'inizio di luglio è stato scoperto in Svizzera un traffico illegale di materiale bellico destinato all'Esercito di liberazione del Kosovo (UCK). Arrestati un francese e un albanese del Kosovo.

L’affare risale all’inizio dell’anno scorso. Vari kosovari domiciliati in Svizzera – stando a quanto comunicato martedì dal Ministero pubblico della Confederazione – avevano incaricato un uomo d’affari francese, associato a un cittadino svizzero, d’acquistare armi per l’UCK. A tale scopo, tra aprile e luglio 1999, nella regione di Aarau, gli avevano affidato una somma equivalente a circa 4,5 milioni di franchi.

I due uomini d’affari acquistarono in un paese dell’Europa dell’est armi anticarro e munizioni, per un valore di circa un milione di franchi. Ufficialmente, il materiale bellico era destinato a uno stato africano. Imbarcato nel luglio del 1999 alla volta dell’Africa, il carico fu deviato verso l’Albania.

Le transazioni finanziarie legate a questo traffico sono avvenute in parte in contanti e in parte attraverso una società di diritto svizzero residente a Ginevra. L’affare è stato scoperto quest’anno dal Ministero pubblico della Confederazione, in collaborazione con la polizia federale e le polizie cantonali ginevrina e vodese.

Le due persone arrestate il 13 luglio scorso sono ancora in detenzione preventiva a causa del rischio di collusione e di fuga. L’incarto messo a punto dal Ministero Pubblico della Confederazione è ora stato trasmesso alla giustizia ginevrina. In caso di traffico abusivo di materiale bellico la pena massima è di 10 anni di carcere e di 5 milioni di franchi di multa.

swissinfo e agenzie

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