Bacchettate europee alla Svizzera
La Svizzera vuole nuovi accordi con l'UE? Allora combatta maggiormente la criminalità organizzata. Così si è espresso il Parlamento europeo.
La risoluzione in questo senso, presentata da Herbert Bösch, è stata approvata giovedì a Bruxelles. Nel suo rapporto, il deputato austriaco membro del gruppo socialista, mette l’accento sui danni subiti dal contribuente europeo a causa della Svizzera.
Il pregiudizio ammonta, a suo avviso, a “miliardi” poiché la lotta contro il contrabbando internazionale non funziona. Di conseguenza “il Parlamento non può approvare altri accordi con la Svizzera” se la collaborazione in questo settore non migliorerà. Il testo menziona le merci a rischio sulle quali devono essere registrati progressi: sigarette, alcool, metalli preziosi ed elettronica.
Il rapporto punta il dito anche contro altri paesi. Denuncia, ad esempio, le modifiche legislative italiane che rendono “difficile, se non impossibile” la cooperazione giudiziaria con la Svizzera. Il deputato austriaco cita inoltre le accuse francesi riguardo alla mancata collaborazione del Regno Unito nella lotta contro il riciclaggio di denaro sporco.
Secondo Herbert Bösch, il volume delle frodi e irregolarità constatate dagli stati membri e dall’Ufficio europeo di lotta antifrode (ULAF) è raddoppiato nel 2000 superando i due miliardi di euro (3 miliardi di franchi). L’eurodeputato se l’è presa anche con la Commissione europea e contro la sua incapacità a combattere la frode.
Bösch ha precisato che nel suo intervento si riferiva ai nuovi negoziati bilaterali fra la Confederazione e l’Unione europea. Anche se ci sono stati cambiamenti nella posizione svizzera, Bösch ritiene che non sia cambiato gran che riguardo alla frode. La Missione svizzera ha indicato, dal canto suo, che queste accuse non sono nuove e che a giugno ha avviato trattative sulla frode con l’Ue. La Missione ha aggiunto che la Svizzera è intenzionata a trovare una “soluzione rapida”.
Al momento le discussioni sono a un punto morto. Berna rifiuta la soluzione comunitaria che prevede una clausola generale su tutti gli atti illeciti lesivi degli interessi finanziari dell’Ue. Bruxelles voleva ottenere risultati entro la fine dell’anno. Un nuovo incontro è previsto a metà dicembre.
swissinfo e agenzie
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